ARECIBO: al TeatroBasilica

 Dal 5 all’8 febbraio 2026 il TeatroBasilica ospita in prima nazionale Arecibo, nuovo lavoro di Fucina Zero, con la regia di Matteo Finamore e la drammaturgia di Jacopo Angelini. In scena Mario Berretta, Andrea Carriero e Giulia Rossoni, per una produzione firmata lacasadargilla e Gruppo della Creta, dopo l’anteprima al Festival IF – Teatro India.

Lo spettacolo prende le mosse da un gesto che ha segnato la storia della comunicazione interstellare: il messaggio inviato nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo, un segnale binario di 23x73 pixel contenente informazioni sull’umanità, sulla Terra e sulla struttura del DNA. Un autoritratto scientifico lanciato a 25.000 anni luce di distanza, nella speranza di un ascolto. A distanza di cinquant’anni, però, quel messaggio sembra essere scivolato fuori dal nostro immaginario, come se l’attesa di una risposta fosse diventata troppo lunga per una società abituata alla comunicazione istantanea.

Arecibo mette in scena questa tensione tra il desiderio di contatto e il silenzio che lo circonda. I tre performer attraversano epoche, ruoli e registri, ricostruendo la storia del radiotelescopio e dei suoi protagonisti – da Frank Drake a Jill Tarter, da Carl Sagan ai progetti più recenti di comunicazione cosmica – fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui i tentativi di dialogo con l’universo convivono con un presente iperconnesso ma spesso incapace di ascolto. Il dubbio che emerge è tanto ironico quanto inquietante: e se gli alieni ci stessero semplicemente ignorando?

Foto Simone Galli
Il cuore del dispositivo scenico è affidato al suono. L’architettura sonora di Giulia Menaspà, con la consulenza di Pasquale Citera, utilizza una loop machine come vero e proprio radiotelescopio teatrale: registra, ripete, altera e stratifica voci e frammenti acustici, creando un ponte tra chi invia e chi riceve. In una scena volutamente vuota, come il cosmo, il disegno luci di Omar Scala e i costumi di Giulia Barcaroli costruiscono un ambiente essenziale, dove il suono diventa spazio e la ripetizione diventa presenza.

Nelle note di regia, Matteo Finamore sottolinea come Arecibo sia un’indagine su un atto di comunicazione radicalmente diverso da quelli a cui siamo abituati. Non un dialogo, non uno scambio immediato, ma un messaggio lanciato verso un interlocutore ignoto, forse inesistente. I performer non interpretano personaggi, ma diventano medium di una domanda che attraversa la storia dell’umanità: perché continuiamo a inviare segnali verso il cielo, nonostante il silenzio?

Il lavoro si inserisce nel percorso di Fucina Zero, compagnia romana under 35 nata nel 2018 e già premiata con progetti come Cucina Buona in Tempi Cattivi e Carne di Uomo e di Balena. Arecibo rappresenta una nuova tappa di una ricerca che intreccia teatro, tecnologia e riflessione sul presente, in collaborazione con il TeatroBasilica, con cui la compagnia lavora stabilmente dal 2022.

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