Domenica 25 gennaio, nell’ambito della rassegna Teatro in Auditorium, andrà in scena alle 18.00 nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma lo spettacolo Olympe, scritto e diretto Francesca Tricarico e interpretato dalle attrici ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione della compagnia Le Donne del Muro Alto.
Tratto dal romanzo La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli (Sperling & Kupfer, 2008) e nato da un primo studio nel carcere femminile di Rebibbia, lo spettacolo racconta la prigionia di Olympe de Gouges (1748 –1793), intellettuale, drammaturga e attivista francese nell’epoca della Rivoluzione, impegnata nella difesa dei diritti civili. La sua Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina anticipa istanze centrali del femminismo, ma Olympe De Gouges si pronuncia anche su molti temi del dibattito politico-sociale del suo tempo, denunciando le condizioni degli schiavi, dei poveri, degli infermi. Nel 1793, a causa del manifesto politico Le tre urne, viene arrestata. Il susseguirsi dei momenti trascorsi in carcere in attesa del processo diventa in Olympe una riflessione sulla negazione della libertà individuale e sulla cultura come strumento di libertà e liberazione.
Olympe ha calcato prestigiosi palchi romani, dalla Festa del Cinema di Roma al Teatro India, fino alla Corte Suprema di Cassazione, con il sostegno dei fondi otto per mille della Chiesa Valdese per il primo allestimento fuori le mura detentive.
Le Donne del Muro Alto è un progetto teatrale nato nel 2013 su iniziativa di Francesca Tricarico e dell'associazione Per Ananke ETS. Partito dalla Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia, il progetto coinvolge donne detenute, ex detenute e in misure alternative, insieme a studenti di scuole e università. La compagnia porta il teatro oltre le mura carcerarie per favorire il reinserimento lavorativo e sociale, offrendo formazione teatrale e opportunità lavorative. Il progetto, nella persona di Francesca Tricarico, è stato premiato dalla Fondazione De Sanctis con il Premio Internazionale per i Diritti Umani 2025.
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