Al Teatro delle Muse (Via Forlì 43), dal 5 al 22 marzo, va in scena “Figlio di Famiglia”, una commedia, scritta e diretta da Geppi di Stasio.
Lo spettacolo affronta con ironia temi spesso considerati tabù, dando voce a verità che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico. L’autore, fondatore del gruppo Facebook “Etero per i diritti gay”, ha raccolto testimonianze, riflessioni e vissuti reali trasformandoli in una narrazione teatrale che affronta questioni complesse – dalle adozioni alle unioni civili – con la leggerezza della satira e senza la rigidità del dogma.
In un’Italia che fatica ancora a riconoscere pienamente i diritti civili, “Figlio di Famiglia” pone una domanda provocatoria: se il matrimonio è considerato “maternità” e tutto il resto viene relegato alla categoria delle “unioni civili”, allora l’amore ha davvero bisogno di un dizionario per essere legittimato? La commedia dà spazio a tutte le posizioni e coinvolge anche il pubblico, chiamato a riflettere in forma anonima su un interrogativo essenziale: un bambino ha bisogno di etichette o di cure?
A rafforzare il messaggio, ogni settimana verrà consegnato sul palco il premio “Figli di un Arcobaleno”, dedicato a chi si impegna quotidianamente per affermare i diritti del cuore.

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