“Figlio di Famiglia”, al Teatro delle Muse

Al Teatro delle Muse (Via Forlì 43), dal 5 al 22 marzo, va in scena  “Figlio di Famiglia”, una commedia, scritta e diretta da Geppi di Stasio.

Lo spettacolo affronta con ironia temi spesso considerati tabù, dando voce a verità che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico. L’autore, fondatore del gruppo Facebook “Etero per i diritti gay”, ha raccolto testimonianze, riflessioni e vissuti reali trasformandoli in una narrazione teatrale che affronta questioni complesse – dalle adozioni alle unioni civili – con la leggerezza della satira e senza la rigidità del dogma.

Di Stasio è anche protagonista in scena insieme a Roberta Sanzò, affiancati da Patrizia Tapparelli, Giorgia Lepore Martinelli e Antonio Lubrano. Attraverso dialoghi serrati e situazioni paradossali, lo spettacolo smonta pregiudizi e luoghi comuni, mostrando come l’amore, in tutte le sue forme, resti l’unico diritto davvero universale. “Usiamo l’ironia perché è lo strumento che arriva prima al bersaglio”, spiega l’autore, “ma il nostro obiettivo non è colpire qualcuno, bensì abbattere il muro dell’indifferenza”.

In un’Italia che fatica ancora a riconoscere pienamente i diritti civili, “Figlio di Famiglia” pone una domanda provocatoria: se il matrimonio è considerato “maternità” e tutto il resto viene relegato alla categoria delle “unioni civili”, allora l’amore ha davvero bisogno di un dizionario per essere legittimato? La commedia dà spazio a tutte le posizioni e coinvolge anche il pubblico, chiamato a riflettere in forma anonima su un interrogativo essenziale: un bambino ha bisogno di etichette o di cure?

A rafforzare il messaggio, ogni settimana verrà consegnato sul palco il premio “Figli di un Arcobaleno”, dedicato a chi si impegna quotidianamente per affermare i diritti del cuore.

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