Giulietta e Romeo al TeatroBasilica

 Dal 12 al 14 febbraio 2026 alle ore 21.00 e domenica 15 febbraio alle 16.30 il TeatroBasilica accoglie “Giulietta e Romeo – stai leggero nel salto”, drammaturgia e regia di Roberto Latini, in scena insieme a Federica Carra. Un progetto che affronta Shakespeare da una prospettiva inedita, trasformando la tragedia più celebre del teatro occidentale in un concerto scenico costruito esclusivamente sulle scene dell’incontro, quando l’amore si manifesta prima di diventare destino.


Latini sceglie di sottrarre, di ridurre, di concentrarsi su ciò che precede la tragedia. Non l’intera vicenda, ma l’occasione dell’amore, il futuro intravisto e subito mancato, quel salto che chiede di essere compiuto restando leggeri.

La struttura dello spettacolo si articola in cinque quadri, concepiti come movimenti di una suite: l’incontro, il balcone, il matrimonio, l’alba, la cripta.


Ogni quadro è costruito sulle parole che Romeo rivolge a Giulietta e su quelle che Giulietta rivolge a Romeo, in un dialogo essenziale che restituisce la purezza del loro stare insieme.

Loro due soli, nel tempo che si apre e si sottrae, come accade nelle grandi occasioni della vita.

“Giulietta e Romeo – stai leggero nel salto” indaga la tragedia dell’occasione perduta, quella nostalgia che accompagna da sempre la storia dei due amanti e che appartiene a chiunque abbia conosciuto la promessa di un sentimento capace di cambiare tutto.

È la tragedia del futuro mancato, di ciò che sarebbe stato consolante anche se rimasto indefinito, appena accennato, come una porta socchiusa attraverso cui intravedere luce e tempo. Latini porta in scena quella sensazione che la vita riserva a se stessa quando ci sorprende con un pensiero improvviso, un ricordo, un rimpianto che conosciamo fin troppo bene.

La storia di Romeo e Giulietta continua a somigliare alla verità quando è brutale e ingenerosa, quando la delusione si presenta come l’altra faccia delle grandi occasioni. Ci dispiace che non ci sia un’invenzione capace di regalarle un lieto fine, ci dispiace riconoscere quel dolore che abbiamo già incontrato quando non eravamo pronti a rinnovarci, quando un sentimento è rimasto sospeso in un vuoto più grande della gioia che lo aveva generato. È in questa identificazione che lo spettacolo trova la sua forza: Romeo e Giulietta siamo noi, in quell’età in cui tutto sembrava possibile, ma anche nelle età successive, quando la memoria dei nostri slanci continua a parlarci.


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