Poveri Cristi al Teatro Vascello

 Arriva al Teatro Vascello Poveri Cristi, il nuovo lavoro di e con Ascanio Celestini, accompagnato alla fisarmonica da Gianluca Casadei. Una produzione Fabbrica e Teatro Carcano, della durata di 90 minuti, che prosegue il percorso dell’autore nella narrazione delle vite invisibili, degli ultimi, di coloro che ogni giorno compiono il miracolo di restare al mondo.


Chi sono i “poveri cristi”? Celestini li definisce come coloro che la società ha relegato ai margini: l’ultimo della classe delle vecchie sezioni differenziali, la pecora nera del manicomio, chi vive una malattia senza colpa e senza futuro. «E se dico “eccetera” – afferma – ho detto tutto. Ho detto tutti».

Il progetto nasce dal desiderio di dare voce a chi non ha una lingua per raccontarsi, se non quella della pietà. Celestini ribalta questa prospettiva: li racconta come santi laici, capaci di resistere, di essere “i migliori del circondario”.



Celestini rivendica il ruolo di chi scrive: «La Storia non la scrivono i vincitori, ma quelli che la sanno raccontare». E raccontare significa anche trascrivere la lingua degli altri, quella del popolo, una lingua nuova perché comprensibile, capace di scacciare quelle vecchie che non si capiscono più.

Lo spettacolo si rivolge allo spettatore singolo, non a una comunità già formata. A chi arriva da solo, magari dopo una giornata qualunque, portando con sé una storia, un ricordo, una canzone stonata ma bella. Poveri Cristi vuole parlare proprio a lui, restituendogli un risarcimento emotivo: la sensazione di essere ascoltato, riconosciuto, intonato alle sue stesse parole

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