Dal 19 al 21 febbraio 2026 alle ore 21 e domenica 22 febbraio alle 16.30, il TeatroBasilica presenta Chi ha ucciso mio padre, tratto dal testo di Édouard Louis, con la regia di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e l’interpretazione di Francesco Alberici.
Lo spettacolo porta in scena una delle opere più urgenti della letteratura europea contemporanea, trasformando un racconto intimo in un atto politico di rara potenza.
Il testo di Édouard Louis, pubblicato in Francia nel 2018 e tradotto in Italia da Annalisa Romani per Bompiani, è un’indagine personale e collettiva.
Un figlio ripercorre la vita del padre, uomo della classe operaia francese, segnato da una condizione sociale che lo ha progressivamente schiacciato fino a condannarlo a una morte prematura.
Louis non cerca metafore né consolazioni: la sua scrittura è dettata dalla necessità, dalla volontà di nominare i responsabili di una violenza sistemica che colpisce chi vive ai margini, chi non ha voce, chi non rientra nei racconti dominanti.
Il cuore dello spettacolo è il rapporto tra un figlio omosessuale e un padre ossessionato dal maschile, cresciuto in un contesto operaio impoverito e segnato da un’ideologia che lo ha reso a sua volta dominato.
Louis racconta la vergogna, la distanza, il rifiuto, ma anche la possibilità di un incontro tardivo, fragile, che emerge tra le pieghe di una vita segnata dalla precarietà e dalla malattia. La politica entra nella narrazione non come sfondo, ma come causa diretta: decisioni istituzionali, tagli, riforme, norme che sembrano astratte diventano, nella vita del padre, ferite concrete.
La regia di Deflorian e Tagliarini lavora su questa tensione tra esperienza individuale e struttura sociale, tra vita e finzione, tra figura e sfondo.
La scena diventa un luogo di ascolto e di esposizione, dove la storia di un solo uomo si trasforma nella storia di molti. La scelta di un interprete distante per età, biografia e voce dal protagonista del libro apre un varco di senso: non si tratta di imitare, ma di rendere visibile un meccanismo, di mostrare come la violenza sociale attraversi i corpi e le generazioni.
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