sabato 31 agosto 2024

"Chicchignola" di Ettore Petrolini alla Sala Umberto

Dal 19 al 22 settembre 2024, la Sala Umberto di Roma ospiterà uno degli spettacoli più attesi della stagione teatrale: Chicchignola di Ettore Petrolini. 



A dirigere e interpretare il celebre testo sarà Massimo Venturiello, attore e regista di grande prestigio, affiancato da un cast d'eccezione che include Maria Letizia Gorga, Franco Mannella, Claudia Portale e Carlotta Proietti. Le scene sono firmate da Alessandro Chiti, mentre l'arrangiamento musicale è a cura di Mariano Bellopede. La produzione è realizzata da Officina Teatrale.


Un classico della commedia italiana

Chicchignola, rappresentata per la prima volta nel 1931 al Teatro Argentina di Roma, è considerata una delle opere più rappresentative di Ettore Petrolini, padre del teatro comico moderno italiano. La trama ruota attorno alla figura di Chicchignola, un venditore ambulante di giocattoli che percorre le strade di Roma con il suo carretto. Deriso e sottovalutato da tutti, compresa sua moglie che lo tradisce con il suo migliore amico, Chicchignola si rivelerà molto più astuto di quanto gli altri credano. La sua ingenuità apparente si trasforma in una forza inaspettata, capace di ribaltare le dinamiche che lo circondano.


Questo testo mette in luce il genio di Petrolini, capace di combinare la comicità con un'analisi profonda delle debolezze umane. Chicchignola è una riflessione sui cosiddetti "furbi" che, dietro una maschera di superiorità, nascondono fragilità e superficialità.


La visione di Massimo Venturiello

Massimo Venturiello, protagonista e regista dello spettacolo, descrive Chicchignola come una commedia al tempo stesso contemporanea e tradizionale. Secondo Venturiello, l'opera di Petrolini ha una forza senza tempo, capace di parlare al pubblico di qualsiasi epoca. La sua capacità di unire umorismo e critica sociale rende Chicchignola estremamente attuale anche oggi, a distanza di quasi un secolo dalla sua prima rappresentazione.


Il cast e la produzione

Accanto a Massimo Venturiello, saliranno sul palco interpreti di grande talento. Maria Letizia Gorga, attrice nota per le sue interpretazioni intense, darà vita al personaggio della moglie di Chicchignola, mentre Franco Mannella, Claudia Portale e Carlotta Proietti completeranno il cast. Le scenografie di Alessandro Chiti promettono di trasportare il pubblico nella Roma degli anni '30, con un'attenzione ai dettagli e una sensibilità estetica che arricchirà l'esperienza teatrale. Le musiche, curate da Mariano Bellopede, aggiungeranno una dimensione emotiva alla messa in scena.


Massimo Venturiello: una carriera tra teatro, cinema e televisione

Massimo Venturiello è un artista poliedrico, con una carriera che spazia dal teatro al cinema, fino alla televisione e al doppiaggio. Diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, ha lavorato con alcuni dei più grandi registi italiani, come i fratelli Taviani, Ettore Scola e Gabriele Salvatores. In teatro ha interpretato ruoli iconici, tra cui Masaniello e Zampanò in La strada di Fellini, mentre come doppiatore ha prestato la sua voce a stelle di Hollywood come Gary Oldman, Liam Neeson e Bruce Willis.


Informazioni pratiche

Lo spettacolo sarà in scena alla Sala Umberto di Roma con i seguenti orari:

- Giovedì 19 settembre ore 20:30

- Venerdì 20 settembre ore 21:00

- Sabato 21 settembre ore 21:00

- Domenica 22 settembre ore 17:00


Non perdere l'occasione di assistere a un classico del teatro italiano reinterpretato da uno dei più grandi artisti del panorama contemporaneo. Acquista subito i biglietti e preparati a scoprire la magia di Chicchignola!



venerdì 23 agosto 2024

L'epica di Omero: "Pupi - L'Iliade o Sia il Riscatto di Priamo"

Nell’incantevole cornice di Castel Sant’Angelo, dal 3 luglio al 26 settembre 2024, torna la IV edizione della rassegna “Sotto l’Angelo di Castello: danza, musica, spettacolo”. 



Il 27 agosto, alle ore 21.00, il Cortile Alessandro VI ospiterà lo spettacolo "L'Iliade o Sia il Riscatto di Priamo", un adattamento epico tratto dall’Iliade di Omero, a cura della prestigiosa compagnia Figli d’Arte Cuticchio. La regia è affidata a Mimmo Cuticchio, uno dei più rinomati maestri dell’Opera dei Pupi, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità dal 2001.

Uno spettacolo che unisce tradizione e innovazione

Lo spettacolo, della durata di 60 minuti, rappresenta un viaggio attraverso il mito classico greco, reso unico dalla straordinaria abilità della famiglia Cuticchio di fondere tradizione e modernità. La messa in scena, progettata appositamente per il grande palcoscenico, racconta la storia del riscatto di Priamo con l’ausilio di tre piani scenici: i pupi, i sacerdoti-pupari e gli attori che interpretano gli dei. La scelta di creare nuovi pupi ispirati ai personaggi dell’Iliade, come Achille, Ettore e Paride, è un omaggio alla continuità della tradizione dell'Opera dei Pupi, che viene tramandata da generazioni nella famiglia Cuticchio.

La suite musicale, composta da Giacomo Cuticchio, figlio di Mimmo, crea una colonna sonora originale che integra strumenti antichi e moderni. La musica accompagna e accentua il ritmo incalzante della narrazione, seguendo i momenti di improvvisazione tipici di questo teatro popolare siciliano.

La potenza epica dell'Iliade

La sinossi dello spettacolo si concentra sugli eventi principali dell'Iliade, come l’ira di Achille, il lungo assedio di Troia e il tragico destino di Priamo. La rappresentazione cattura il dramma e la grandiosità delle battaglie epiche, attraverso un sapiente uso della scenografia e delle luci curate da Marcello D’Agostino. I costumi e le scene, realizzati da Tania Giordano, sono fedeli alle tradizioni e al tempo stesso riescono a dialogare con l’immaginario contemporaneo, immergendo gli spettatori in un’esperienza teatrale unica.

Castel Sant'Angelo: il perfetto sfondo per l'epica


Il suggestivo ambiente del Cortile Alessandro VI, all'interno di Castel Sant’Angelo, aggiunge un ulteriore livello di profondità allo spettacolo. Sotto la guida del Direttore generale Musei, Massimo Osanna, la rassegna "Sotto l’Angelo di Castello" si è affermata come un evento di punta, capace di valorizzare il monumento e di creare un dialogo tra le arti performative e lo spazio museale.


Dettagli per la partecipazione


L’accesso allo spettacolo è incluso nel biglietto del museo, richiedendo la formula "museo + spettacolo". I posti sono limitati e l’ingresso è consentito fino a esaurimento disponibilità. Per ulteriori informazioni e prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo.


Non perdete l'occasione di assistere a questa straordinaria rivisitazione dell’Iliade, dove pupi e musiche si incontrano per dare nuova vita al mito di Troia, in uno degli scenari più affascinanti di Roma.



giovedì 11 luglio 2024

PILLOLE #tuttoin12minuti 2024: Il Teatro in 12 Minuti alla Fortezza Est

Dal 16 al 25 luglio 2024, l’indipendente teatro Fortezza Est di Tor Pignattara, diretto da Eleonora Turco e Alessandro Di Somma, torna a ospitare l’appuntamento estivo più atteso dagli appassionati di teatro sperimentale: PILLOLE #tuttoin12minuti. Nato nel 2016 come progetto sperimentale, l’evento si è rapidamente affermato come una vetrina imperdibile per scoprire nuovi talenti della scena teatrale indipendente.



L’idea è semplice ma innovativa: cinque o sei spettacoli ogni sera, ciascuno della durata massima di 12 minuti, presentati davanti a un pubblico variegato composto da spettatori, critici e addetti ai lavori. Le performance proposte vengono valutate, e le migliori potrebbero essere inserite nella stagione 2024/25 di Fortezza Est, con la possibilità di essere prodotte o co-prodotte.

Un’Iniziativa Unica nel Suo Genere

PILLOLE rappresenta un approccio non convenzionale alla selezione teatrale, che mette in contatto diretto gli artisti con il pubblico, creando un ambiente di dialogo, confronto e scambio creativo. Non è solo una piattaforma per esibirsi, ma anche una festa di metà estate dove le menti artistiche si incontrano e si contaminano, rendendo l’evento un vero e proprio festival della creatività e della sperimentazione.

La forza di questo progetto risiede nella sua capacità di connettere fin da subito il processo creativo con i destinatari finali: il pubblico. In un momento storico in cui il teatro rischia di chiudersi in una bolla autoreferenziale, PILLOLE rivendica l'importanza del dialogo con gli spettatori.

Programmazione Ricca e Variegata

Il programma delle serate è denso di proposte originali, spaziando dal teatro fisico alla drammaturgia contemporanea, passando per progetti musicali e sperimentazioni multimediali. Tra i titoli in cartellone, spiccano "Gotico Mediterraneo" di Sergio Beercock e "Il pianto beffardo di Crono" con la regia di Angelo Castaldo nella prima serata del 16 luglio, seguiti da altri spettacoli come "Vite Binarie" di Stefano Dattrino e Aurora Dario il 17 luglio, e "Diario sotto le bombe" di Davide Garattini Raimondi il 18 luglio.

L'iniziativa rappresenta una rara opportunità di assistere a performance concentrate, capaci di racchiudere in pochi minuti l’essenza di uno spettacolo intero. La rapidità della narrazione e la varietà delle proposte stimolano la curiosità e l'attenzione del pubblico, portando in scena spettacoli che esplorano temi attuali e riflessioni profonde.

Un’Occasione di Scoperta per il Pubblico e gli Addetti ai Lavori

Per artisti e compagnie emergenti, partecipare a PILLOLE #tuttoin12minuti rappresenta un'occasione d’oro per farsi notare in un contesto di grande visibilità. La presenza di critici, giornalisti e professionisti del settore rende l'evento una piattaforma di lancio cruciale per chi cerca di emergere nel panorama teatrale indipendente.

Per il pubblico, invece, PILLOLE offre l'opportunità di scoprire in prima persona il teatro in fermento, immergendosi in una maratona di creatività che attraversa stili e generi diversi.

Un’Esperienza da Non Perdere

Con un ingresso a soli 5 euro e la possibilità di prenotare direttamente via email, PILLOLE #tuttoin12minuti si conferma come uno degli appuntamenti culturali estivi più vivaci e accessibili della Capitale. La formula dinamica e il clima festoso che pervade ogni serata fanno di questo evento una vera e propria esperienza artistica da non perdere, capace di affascinare non solo gli appassionati di teatro, ma anche chi si avvicina a questo mondo per la prima volta.

Se siete curiosi di scoprire le nuove voci del teatro italiano, non perdetevi l'occasione di partecipare a PILLOLE #tuttoin12minuti dal 16 al 25 luglio 2024 presso la Fortezza Est di Roma.

sabato 22 giugno 2024

III edizione del Festival "Teatro delle Migrazioni" al Nuovo Teatro Ateneo

 Dal 1° al 3 luglio 2024, il Nuovo Teatro Ateneo ospiterà la terza edizione del Festival "Teatro delle Migrazioni", un'iniziativa organizzata da Sapienza Università di Roma per sensibilizzare il pubblico sui temi dell’immigrazione e dell’inclusione. Dopo il successo delle precedenti edizioni, il festival si conferma come uno spazio di dialogo interculturale, con il supporto delle attività di Terza Missione e Public Engagement dell’università.



Un Festival per il Dialogo e l'Inclusione


Il Festival "Teatro delle Migrazioni" si propone di affrontare tematiche attuali e cruciali attraverso il linguaggio universale del teatro. La terza edizione presenta tre spettacoli, selezionati da una commissione presieduta dal Prof. Guido Di Palma, che mettono in scena storie di migrazioni, integrazione e umanità condivisa.


L'evento è stato creato per un pubblico non accademico, con l’obiettivo di promuovere la comprensione e il confronto culturale. Gli spettacoli in programma sono "Storie di persone" di Ascanio Celestini, "Sindrome Italia. O delle vite sospese" di Tiziana Francesca Vaccaro, e "L'ultimo Icaro", una produzione dei Cantieri Meticci.


Il Programma del Festival


- 1° luglio 2024 - Ore 18:00

- Inaugurazione con i saluti istituzionali delle autorità accademiche e la presentazione delle attività legate alla Terza Missione della Sapienza.

- Ore 20:00: "Storie di persone", di e con Ascanio Celestini. Questo intenso monologo racconta la storia di Joseph, un migrante che attraversa il Mediterraneo affrontando le difficoltà del viaggio e l’indifferenza di una società che lo considera colpevole. La narrazione è un viaggio tra vita e morte, in un mare che nasconde i segreti di migliaia di migranti.


- 2 luglio 2024 - Ore 20:15

- "Sindrome Italia. O delle vite sospese", di e con Tiziana Francesca Vaccaro, esplora la vita delle donne dell'Est Europa emigrate in Italia. Lo spettacolo affronta con sensibilità il tema della cura e della solitudine, mettendo in luce le difficoltà emotive e psicologiche delle lavoratrici domestiche migranti, spesso costrette a vivere vite sospese tra due mondi.


- 3 luglio 2024 - Ore 20:15

- "L'ultimo Icaro", una produzione dei Cantieri Meticci, porta in scena una narrazione collettiva che mescola storie personali e visioni sociali. Attraverso una combinazione di linguaggi teatrali e performativi, lo spettacolo invita il pubblico a riflettere sul concetto di identità e sulle sfide dell’integrazione in una società globalizzata.


Riflessioni e Obiettivi del Festival


Il Prof. Guido Di Palma, curatore dell’evento, sottolinea l'importanza del festival come strumento di dialogo interculturale. In un mondo segnato da conflitti e incomprensioni, il teatro diventa uno spazio privilegiato per confrontarsi con l'"altro". “Il Festival Migrazioni testimonia l’impegno civile di Sapienza in favore della pace tra i popoli e contro ogni forma di conflitto", afferma Di Palma. Il teatro, infatti, non è solo intrattenimento, ma una piattaforma per sperimentare relazioni umane autentiche e solidali, fondamentali per costruire una convivenza pacifica.


Un Contributo all’Inclusione


Il Festival "Teatro delle Migrazioni" non si limita alla rappresentazione scenica, ma è arricchito da momenti di riflessione con la Comunità Sapienza e dalla presentazione di alcuni progetti di inclusione sociale, come il Progetto Terza Missione CON-Sapienza, che offre supporto socio-sanitario alla popolazione migrante.


Conclusione


Il Festival rappresenta un appuntamento importante nel panorama culturale di Roma, offrendo non solo spettacoli di alta qualità, ma anche uno spazio per approfondire tematiche urgenti e attuali. Un’occasione per riflettere insieme su cosa significhi convivere in una società multiculturale e sull’importanza del dialogo interculturale per affrontare le sfide della contemporaneità.


Per chi desidera partecipare e scoprire storie di vita, migrazioni e convivenza, l'appuntamento è al Nuovo Teatro Ateneo dal 1° al 3 luglio 2024.

mercoledì 5 giugno 2024

“Diva’s Jazz” alla Casa Internazionale delle donne

 Dal 7 al 21 giugno alla Casa Internazionale delle donne, concerti, workshop, incontri, mostre e presentazioni di libri con grandi protagoniste e protagonisti della scena musicale italiana e internazionale.



You got this Ã¨ il provocatorio messaggio che il festival jazz romano Diva’s Jazz vuole lanciare al pubblico italiano, in occasione della sua 6a edizione che si svolgerà dal 7 al 21 giugno alla Casa Internazionale delle donne, nel cuore di Trastevere, in via della Lungara 19.

Provocatorio, così come il titolo stesso della manifestazione: Diva’s è un rimando rétro e autoironico che vuole smontare gli stereotipi legati all’immagine femminile della musicista di jazz.

Le vere “dive”, oggi sono professioniste che con il loro lavoro sono portatrici di novità, valori, bellezza, che si prendono spazi, meritandoli. Protagoniste della manifestazione sono dunque cantanti, strumentiste, compositrici, artiste e performer di grande professionalità e creatività che - come spesso succede - sono ancora troppo poco rappresentate nel mondo del jazz italiano e della musica in generale.

E dunque, You got this Ã¨ un invito a spostare lo sguardo e a riconoscere la grande ricchezza che molte musiciste stanno portando. Un messaggio reso ancora più forte dai disegni dell’artista Silvana Fantino che raccontano le donne di oggi - con i loro bagagli, retaggi, estro, carisma - e che il pubblico può ritrovare nel manifesto principale e nelle varie locandine del festival.

Si avvicenderanno sul palco alcune delle più interessanti musiciste del jazz italiano ed internazionale, progetti originali, alcuni in prima assoluta, e presentazioni di giovani artiste e  professioniste che terranno interessanti workshop. Tra i nomi in cartellone: Monika Herzig, Ava Alami, Monique ChaoVictoria Kirilova, Francesca Remigi, Susanna Stivali, Carmen Falato, Alexandra Lehmler, Gina Schwarz, Alex Araujo, Angela Ponti, Cecilia Sanchietti, Cristina D’Arcangelo, Chiara Cortez, Daphne Nisi e Fiorenza Gherardi De Candei con il workshop in Autopromozione. Presente anche il critico Luigi Onori con un evento dedicato ad Abbey Lincoln.

 

Organizzato da Muovileidee Associazione Culturale, il festival dal 7 giugno torna “nella sua casa”: la Casa Internazionale delle Donne, spazio di grande importanza dal punto di vista sociale e culturale, un’oasi di valore e di valori, con il suo Giardino delle Magnolie che ospita i concerti del festival.

 

Il programma della 6a edizione comprende, fino al 21 giugno, concerti, workshop, incontri, mostre e presentazioni di libri, con la direzione artistica della cantante e compositrice Susanna Stivalipersonalità di spicco del jazz vocale italiano che da anni collabora per questo festival con la direttrice organizzativa Maria Luisa Celanioperatrice culturale, regista e produttrice cinematografica e audiovisiva indipendente.

Amato da appassionati di jazz e non, il festival esplora questo genere musicale all’insegna dei valori che lo hanno portato alla proclamazione come Patrimonio dell’Umanità UNESCO: il jazz è linguaggio della pace, strumento di sviluppo e crescita del dialogo interculturale volto alla tolleranza e alla comprensione reciproca. E dunque, inclusività, ricerca, incontro, con un’attenzione alla scoperta di progetti nuovi e originali.

 

Particolarmente sentita la presenza dell’Associazione Refugees Welcome Italia, che promuove l'accoglienza e l’integrazione dei rifugiati, con un prezioso incontro in occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato. Nella stessa giornata Diva’s Jazz ospiterà un recital di musica classica con un trio di musiciste ucraine, guidato da Olga Zdorenko, nome di spicco del solismo pianistico.

Ad arricchire l’edizione 2024 del festival, l’esposizione video di alcuni tra i migliori fotografi di jazz romani che negli anni hanno immortalato il festival - Massimiliano De Dominicis, Adriano Bellucci, Andrea Mercanti, Claudio De Petris, e la presenza dell’Associazione Fotografi Jazz Roma


Il festival si apre (con l’anteprima del) venerdì 7 giugno alle ore 18.00 con l’incontro dedicato proprio al tema dell’edizione 2024: You got this. Il lavoro delle artiste oggi a cui parteciperanno diverse rappresentanti del mondo della cultura:

Maura Cossutta - Presidentessa della Casa Internazionale delle Donne, interverranno Giulia Rodano - Casa Internazionale delle Donne, Susanna Stivali musicista, direttrice artistica del Diva’s Jazz e parte del direttivo dell’Associazione Musicisti Italiani di Jazz, Ada Montellanico - musicista e Presidentessa della Federazione Nazionale il Jazz Italiano, Irene Tiberi co-founder di Equaly, Laura Nardi - Direttrice Teatro Causa e Francesca Romana Miceli Picardi - attrice, regista e autrice di Teatro civile femminile. Ingresso libero, prenotazione consigliata su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/908755390837.

A seguire, dalle 20.30, il concerto a ingresso gratuito del V.O.P.P. Vocal Open Portal Project nato dalla collaborazione di Susanna Stivali con il collettivo Circle Singing Roma, formato da altre tre cantanti e ricercatrici dell’improvvisazione vocale Cristina D’Arcangelo, Chiara Cortez e Daphne Nisi. La performance è concepita come un portale aperto sulle appassionanti possibilità che la voce e l’improvvisazione vocale condivisa può offrire. Prenotazioni su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/908756955517.

sabato 18 maggio 2024

La "Maria Brasca" di Giovanni Testori in scena al Teatro Vascello: un inno alla passione e alla vita

Dal 21 al 26 maggio 2024, il Teatro Vascello ospiterà una delle opere più amate di Giovanni Testori: La Maria Brasca. Sotto la sapiente regia di Andrée Ruth Shammah, lo spettacolo promette di riaccendere l’energia e la forza che caratterizzano il personaggio centrale, interpretato dall'attrice Marina Rocco, affiancata da un cast d'eccezione composto da Mariella Valentini, Luca Sandri e Filippo Lai.



La protagonista ribelle di Testori

Marina Rocco, nei panni di Maria Brasca, dà vita a una figura femminile che incarna appieno la ribellione e la passione senza compromessi. Maria è una donna determinata, emancipata, che sfida le convenzioni e si lascia guidare dall'amore per la vita. Al suo fianco, Mariella Valentini interpreta la sorella Enrica, Luca Sandri il cognato Angelo, e Filippo Lai il giovane amante Romeo, completando un quadro familiare complesso, dove le dinamiche relazionali oscillano tra conflitto e tenerezza.

La regista Andrée Ruth Shammah sottolinea come Testori abbia creato con Maria Brasca un personaggio unico e vincente: «Maria grida al mondo la potenza della passione, l'amore per la vita vissuta fuori da ogni costrizione, convenzione o compromesso». Una figura forte, che si distingue tra i personaggi femminili del teatro di prosa per la sua vitalità e il coraggio di affermare la propria felicità, un concetto raro nella drammaturgia testoriana.

Un legame storico tra teatro e autori

La messa in scena di La Maria Brasca ha radici profonde nella storia del teatro italiano. Dopo l'interpretazione di Franca Valeri negli anni Sessanta al Piccolo Teatro, diretta da Mario Missiroli, lo spettacolo trovò una nuova vita nel 1992 grazie alla regia di Shammah, con Adriana Asti come protagonista. Ora, nel centenario della nascita di Testori, Shammah sente l'urgenza di riproporre questo testo, lasciando il testimone a Marina Rocco, perfetta interprete del ruolo dopo aver lavorato con la regista in produzioni come Gl’innamorati di Goldoni e Casa di Bambola di Ibsen.

Un’opera più che mai attuale

A trent’anni dalla prima edizione di Shammah e a ventitré dalla ripresa, La Maria Brasca torna sul palcoscenico con una rinnovata forza, attuale nel suo messaggio e nel suo invito a vivere le passioni con fiducia e leggerezza. Il testo vibra tra piacere e turbamento, culminando in un dialogo diretto al pubblico, esortandolo a non arrendersi, a difendere la propria vita e le proprie aspirazioni.

Shammah è affascinata dalla tenacia di Maria Brasca nel parlare di felicità, un tema inusuale nel teatro di Testori e raramente affrontato con tanta intensità nella drammaturgia contemporanea. La regista vede in questo ritorno al testo un monito per il futuro, un’esplosione di energia che non smette di incantare.

Una messa in scena raffinata

Le scene dello spettacolo sono firmate da Gianmaurizio Fercioni, uno dei più celebri scenografi italiani, che in questi 50 anni di carriera ha saputo creare atmosfere indimenticabili. Le musiche di Fiorenzo Carpi e i costumi di Daniela Verdenelli completano la produzione, arricchendola di dettagli evocativi.

Inoltre, la prima del 21 maggio sarà seguita dall’incontro “Quèl” imperdibile Testori, che vedrà la partecipazione di Andrée Ruth Shammah e Giuseppe Frangi, presidente dell’Associazione Giovanni Testori. Questo evento offrirà al pubblico l’occasione di approfondire il legame tra la produzione testoriana e l’evoluzione del teatro contemporaneo.

Un omaggio al genio di Testori

Nel centenario della nascita di Giovanni Testori, La Maria Brasca è più che un semplice spettacolo: è un tributo alla parola che si rinnova costantemente, alla vita e all’amore per il teatro. L'opera, insieme a I Promessi sposi alla prova, anch'essa parte delle celebrazioni, mette in luce la continuità e la potenza creativa di Testori, capace di trasformare ogni volta la parola in una nuova esperienza.

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martedì 14 maggio 2024

TeatroBasilica "Matteotti" di Maurizio Donadoni

 In occasione del centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti, uno degli episodi più drammatici e simbolici della storia italiana, il TeatroBasilica ospita dal 15 al 19 maggio 2024 il documentario teatrale "Matteotti", scritto e interpretato da Maurizio Donadoni, con la regia di Paolo Bignamini. Questo spettacolo, prodotto dal Teatro de Gli Incamminati / DeSidera, si pone l'obiettivo di raccontare e riflettere su una figura che, con il suo coraggio, ha lasciato un segno indelebile nella lotta per la democrazia e contro il fascismo.



Donadoni, attore di grande esperienza, costruisce un racconto che va ben oltre i fatti storici, offrendo uno spaccato intimo e umano della vita di Giacomo Matteotti. Deputato socialista, Matteotti venne rapito e brutalmente assassinato il 10 giugno 1924 da un gruppo di fascisti comandati da Amerigo Dumini. Il suo omicidio segnò un punto di svolta nella storia d'Italia, alimentando un'ondata di indignazione che avrebbe potuto scuotere il regime, ma che fu abilmente disinnescata da Benito Mussolini, il quale dichiarò di assumersi la piena responsabilità politica dell'accaduto.

Lo spettacolo si articola in cinque capitoli, ripercorrendo la vita politica e personale di Matteotti: dalle sue battaglie contro il fascismo e a favore dei diritti dei contadini del Polesine, al suo profondo legame con la famiglia, fino alle incomprensioni con i compagni di partito per via del suo status di borghese. La rappresentazione non si limita a una mera cronaca dei fatti, ma scava nelle emozioni e nelle contraddizioni di un'epoca che ha visto sorgere il totalitarismo in Italia.

Un aspetto fondamentale di questa produzione è il contributo scenografico degli studenti dell'Accademia di Brera, coordinati da Edoardo Sanchi, che hanno curato le scene e i costumi. Questo coinvolgimento dà vita a un allestimento scenico essenziale e rigoroso, in cui la sobrietà delle forme e dei materiali permette al racconto di emergere con forza e autenticità.

La consulenza musicale di Paolo Meinardi arricchisce la narrazione con brani dell'epoca: dalle marce fasciste agli stornelli, dalle canzoni d'amore diffuse dalla neonata radio ai primi esperimenti di musica d'avanguardia, ogni suono evoca il clima culturale e sociale del tempo, amplificando il contrasto tra la crudezza dei fatti e la vibrante umanità di Matteotti.

Con un solo attore in scena, lo spettacolo si trasforma in un dialogo intenso tra passato e presente, sollevando una domanda cruciale per gli spettatori: "Che valore ha, per noi, oggi, la democrazia?". Il racconto diventa così un invito a riflettere sull'attualità delle battaglie di Matteotti, in un contesto in cui la memoria storica rischia di svanire e i valori democratici di essere messi in discussione.

"Matteotti" è un’opera che tocca corde profonde, non solo per la forza del suo protagonista, ma per il modo in cui riesce a intrecciare la grande Storia con le storie personali, mostrando come la vita di un uomo possa diventare simbolo di un’intera nazione.

lunedì 13 maggio 2024

"NOI GIUDA" al Teatro Parioli: un Giuda mai visto prima

Dal 15 al 26 maggio, in prima nazionale al Teatro Parioli – Costanzo di Roma, Massimo Ghini sarà protagonista di NOI GIUDA, un'opera innovativa scritta e diretta da Angelo Longoni, che esplora una figura storica e religiosa tra le più controverse: Giuda Iscariota. Prodotta dal Teatro Parioli, questa pièce promette di mettere in discussione le nostre convinzioni secolari e di ridefinire la percezione del traditore più famoso della storia.

Giuda, l’eterno traditore o semplice esecutore di un disegno divino?

Nella tradizione cristiana, Giuda è sinonimo di tradimento e ambiguità. È colui che ha venduto Gesù per trenta denari, dando avvio alla Passione e, di conseguenza, alla crocifissione, evento cardine della fede cristiana. Ma c'è davvero solo questo nel racconto di Giuda? La sua figura è condannata a restare per sempre incatenata al ruolo di traditore, o c’è spazio per una rivalutazione?


Angelo Longoni, con NOI GIUDA, ci invita a guardare oltre questa semplice etichetta. Giuda, secondo Longoni, è l’essere umano con tutte le sue contraddizioni, mentre Gesù rappresenta la perfezione divina. Tuttavia, senza il tradimento, non ci sarebbe stata la morte di Cristo né la diffusione del messaggio di Dio. Paradossalmente, Giuda potrebbe essere considerato come l’esecutore inconsapevole di un piano divino. Ma se così fosse, come possiamo definirlo colpevole?


Un Giuda diverso: ironico, umano e alla ricerca della sua verità


In NOI GIUDA, il personaggio, interpretato da un carismatico Massimo Ghini, decide di tornare tra noi per raccontare la sua versione dei fatti, stanco di essere additato da due millenni come il simbolo del male assoluto. In una "conferenza" immaginaria, Giuda si confronta con il pubblico, usando il linguaggio e gli strumenti del nostro tempo per riflettere sulla sua figura e sulle sue azioni.


L'opera non intende sminuire la fede, anzi, parte da una base documentaria rigorosa e rispettosa della tradizione cristiana. Tuttavia, Giuda mette in luce le incongruenze narrative che circondano la sua storia, cercando di smontare il movente che gli è stato attribuito. Perché proprio trenta denari? Perché un Messia così diverso da quello che si aspettava? E, infine, esiste un suo Vangelo che il mondo non ha mai ascoltato?


Ghini, nei panni di questo Giuda ironico e riflessivo, riesce a trasmettere un senso di tenerezza e umanità, creando un ponte tra il pubblico e un personaggio storicamente disprezzato. Non si tratta del Giuda maligno e subdolo a cui siamo abituati, ma di un uomo che, con lucidità e sarcasmo, cerca di difendere la propria reputazione, ponendosi come un investigatore della sua stessa storia.


Un'opera che invita alla riflessione


NOI GIUDA non è solo uno spettacolo teatrale, ma un invito a riflettere su temi universali come il tradimento, la colpa e il perdono. Giuda, nonostante tutto, non accetta di essere ridotto al ruolo di capro espiatorio dell’umanità. Anzi, attraverso questa pièce, chiede una riabilitazione morale. E forse, dopo aver assistito alla sua versione dei fatti, il pubblico sarà spinto a guardare questo personaggio con occhi nuovi.



Angelo Longoni, con la sua scrittura incisiva e la regia attenta, riesce a fondere storia, religione e ironia, creando uno spettacolo che sfida il pensiero comune e spinge lo spettatore a interrogarsi sul vero significato del tradimento e della fede.


Massimo Ghini, con la sua interpretazione, dà vita a un Giuda complesso, pieno di sfumature e umanità, dimostrando ancora una volta il suo talento nell'affrontare ruoli profondi e impegnativi. Lo spettacolo sarà in scena fino al 26 maggio al Teatro Parioli, offrendo al pubblico un’occasione unica per confrontarsi con un racconto affascinante e provocatorio.


Una produzione che non lascerà indifferenti, portando sul palco questioni antiche e sempre attuali con un linguaggio moderno e accessibile, che rispetta la tradizione ma osa metterla in discussione.

martedì 7 maggio 2024

Interno Camera al Teatro Tor Bella Monaca

Dal 9 all’11 maggio al Teatro Tor Bella Monaca va in scena “Interno Camera”  uno spettacolo scritto e interpretato da Paola Giglio affiancata in scena da Matteo Prosperi, per la regia di Marcella Favilla



La compagnia Giglio / Prosperi porta sul palcoscenico una storia tragicomica e fortemente attuale, in cui il “male del secolo”, la depressione, viene raccontato e vissuto da due trentenni troppo precari in un mondo troppo veloce. La coppia, nel tentativo di realizzare le proprie ambizioni, lotta inerme contro un’estrema stanchezza, bloccata tra la depressione e la paura di non andare da nessuna parte.

Marta è una scrittrice alle prese con il suo primo romanzo e per vivere scrive contenuti trash su un sito internet. Pietro non riesce a dormire, si è licenziato dal suo impiego di pony bike perché ha rischiato di finire sotto a un camion e da allora ha iniziato ad andare pianissimo, guadagnando molto poco. Dottorando in filosofia, scrive da anni una tesi sulla ‘lentezza come valore nella vita frenetica di inizio millennio’, ma non riesce a finirla.

«La necessità di fermarsi, di rallentare – dichiara l’autrice e interprete Paola Giglio – è un tema riemerso soprattutto tra le nuove generazioni, con il Covid e con la Great Resignation, ma anche più recentemente ne hanno parlaton personaggi famosi come l’atleta diventata leggenda Simone Biles, che prima di riscendere in campo si è presa una pausa di tre anni per dedicarsi alla cura di sé e della sua famiglia, o il cantante Sangiovanni, che per via della depressione ha rimandato l’uscita del suo nuovo albumIn una società in cui lo sfinimento è un valore, prova che si è compiuto il proprio dovere, l’atto di fermarsi per ritrovare il punto interiore che definisce chi si è costa più fatica che continuare a correre».


Il testo dello spettacolo è stato scelto nel 2018 da Lucia Calamaro per il progetto laboratoriale “SCRITTURE”. In seguito, la compagnia Giglio / Prosperi ha vinto nel 2021 il bando Artefici/Residenze Artistiche FVG di Artisti Associati debuttando con lo spettacolo finito nel luglio dello stesso anno alla IX edizione del Venice Open Stage di Venezia.


9 - 11 maggio 

Teatro Tor Bella Monaca 

ore 21

Interno Camera

scritto e interpretato da 

Paola Giglio Matteo Prosperi

regia di

Marcella Favilla


 

La madre di Eva al Teatro Parioli

Debutta il prossimo 10 maggio al  Teatro Parioli lo spettacolo La Madre di Eva, tratto dal romanzo di Silvia Ferreri, per adattamento e regia di Stefania Rocca, con la consulenza Artistica di Luciano Melchionna. Sul palco Stefania Rocca e Bryan Ceotto / Simon Sisti Ajmone.



Lo spettacolo La Madre di Eva è un percorso tra due generazioni per riconoscere la diversità come un valore.

Che cosa vuol dire essere madre? Nessuno nasce genitore e nessuna donna nasce madre. L’unica, vera, possibile guida è l’amore, uno scambio continuo tra genitori e figli, in un ascolto reale e sincero tra

generazioni. “La madre di Eva” è liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Silvia Ferreri, finalista al premio Strega nel 2018. 

È la storia, toccante e contemporanea, di una madre che parla a sua figlia – lei l’ha sempre considerata una femmina – in una clinica di Belgrado, mentre al di là del muro, stanno preparando la sala operatoria e i dottori tracciano linee verdi sul corpo nudo di Alessandro, per permettergli di realizzare, finalmente, il suo desiderio: “prima dei miei diciotto anni voglio sottopormi all’intervento che mi renderà quello che sono davvero: un uomo”. 

In un dialogo surreale senza risposte, sospeso tra l’immaginato e il reale, la madre racconta la loro vita fino a quel momento. Un viaggio costellato di amore e odio, sensi di colpa, paure, desideri e speranze. Madre e figlio sono le facce di una società che evolve e non dà tempo, ci spiazza e ci rende soli. Con questo spettacolo, voglio raccontare il forte contrasto generazionale e le tematiche transgender dal punto di vista di chi ne è fisicamente coinvolto ed anche di chi, in quanto genitore, sente il dovere di proteggere “la sua creatura”, con il timore delle discriminazioni che la società spesso riserva a coloro che perseguono un percorso di transizione.

lunedì 6 maggio 2024

Antonello Costa è Il principe del varietà

 Al Nuovo Teatro Orione dal 10 maggio 2024 va in scena  Antonello Costa in "Il principe del varietà", uno spettacolo che è anche un tributo ai simboli della comicità - da Petrolini a Sordi - quei volti così familiari entrati nella case degli italiani, che sono rimasti impressi nel cuore. 

E’ questo lo spirito che anima lo spettacolo “Il principe del varietà”, pronto al debutto il 10 maggio 2024 (e fino al 12 maggio) al Nuovo Teatro Orione di Roma per poi partire in tournée, con cui il protagonista Antonello Costa intende omaggiare i grandi artisti senza tempo che hanno ispirato la sua carriera, tra i quali: Ettore Petrolini, Aldo Fabrizi, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Claudio Villa, Franco Califano ed altri. Un viaggio tra parole e note che porterà sul palco alcuni numeri originali di Costa con diverse tecniche di comicità: il mimo, la caratterizzazione, la canzone comica, il numero cantato e ballato, la macchietta, il tributo, lo sketch, il tormentone, la parodia e tante altre apprese proprio dai celebri personaggi.

 
La cosa straordinaria è che a tutte queste tecniche darà sempre vita il talento di Antonello Costa, da anni considerato uno degli artisti più originali ed eclettici dello spettacolo italiano, che sul palco sarà accompagnato come in un varietà d’altri tempi da una spalla, Gianpiero Perone, da una soubrette, la sorella Annalisa Costa, e da un corpo di ballo. La prima partecipazione di Antonello a uno spettacolo teatrale risale a marzo 1987. Quest’anno “compirà” 37 anni di carriera, nei quali ha accumulato quasi 4 mila spettacoli, più di 2 milioni di km, 35 spettacoli di varietà, oltre 120 numeri di repertorio, e così Costa per coinvolgere la platea in una vera festa ha deciso rendere il pubblico “giudice”. Seduti dalla poltroncina rossa gli spettatori potranno semplicemente inquadrare con il proprio telefonino il Qrcode presente in teatro e scegliere il gran finale. Nuovo Teatro Orione via Tortona 7 Info e prenotazioni 3388352217

Star Wars - L'impero colpisce ancora in concerto

Due date da non perdere per gli appassionati di Star Wars, l'11 (ore 15) e il 12 maggio (ore 20,30) quando l'Auditorium Conciliazione (Via della Conciliazione, 4) ospita - nell'ambito di Roma Film Music Festival - un doppio appuntamento con Star Wars - L'impero colpisce ancora" per una proiezione - concerto che vedrà un cineconcerto che accompagna la proiezione del capitolo della saga più amato da sempre con la colonna sonora suonata dal vivo eseguite dall'Orchestra Italiana, diretta dal Maestro Ernst van Tiel  e composta da oltre 80 elementi. Il tutto in perfetto sincrono con le immagini, così come  per il film “007 Skyfall In Concert” andato in scena il mese scorso.  

Lo spettacolo arriva, a grande richiesta, dopo che due anni fa, sempre a Roma, è stata eseguita, con la stessa modalità, la colonna sonora del primo capitolo della saga. Lo scorso weekend, in occasione dello Star Wars day, lo spettacolo è stato proiettato (per la prima volta) a Milano.


sabato 4 maggio 2024

I Cameristi di Santa Cecilia a Tor Vergata

 I Cameristi di Santa Cecilia, un gruppo formato da alcuni dei migliori elementi dell’orchestra romana, tra cui varie “prime parti” soliste, suonerà musiche di Vivaldi, Mozart e Devienne nel concerto di Roma Sinfonietta di mercoledì 8 maggio alle 18.30 all’Auditorium Ennio Morricone dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).



Il concerto si aprirà e si chiuderà con Antonio Vivaldi: prima la Sonata in la minore Rv 86 per flauto e fagotto con il basso continuo realizzato dagli strumenti ad arco e poi il Concerto in sol maggiore Rv 545 per flauto, fagotto, archi e cembalo. L’insolita combinazione di flauto e fagotto, cioè il più acuto e il più basso dei legni tradizionali dal timbro diversissimo e apparentemente non amalgamabile, non è un ostacolo ma uno stimolo per la geniale inventiva e lo straordinario senso del colore del Prete Rosso. Al centro del concerto ecco Wolfgang Amadeus Mozart col suo Quartetto per flauto e archi n. 1 in re maggiore, K 285, composto a ventuno anni nel 1777: è un capolavoro assoluto per la bellezza delle idee melodiche e la limpidezza della forma e supera le convenzioni dello stile galante allora imperante, segnando un momento fondamentale per la piena affermazione della personalità dell’allora ventunenne Wolfgang. Completa il programma il Quartetto per fagotto, violino, viola e violoncello in sol minore, op. 73 n. 3 del francese François Devienne, che oggi è poco noto ma fu tra i più famosi compositori pei della seconda meta del Settecento, specializzato nella musica per strumenti a fiato, un campo in cui la Francia allora primeggiava.

I Cameristi di Santa Cecilia nascono dalla stima reciproca dei musicisti e dal loro comune desiderio di affrontare il repertorio da camera con l’affiatamento e l’intesa che vengono dal loro impegno quotidiano nell’orchestra romana. I suoi componenti svolgono un’intensa attività, solistica e cameristica, collaborando con importanti orchestre e suonando nelle più importanti sale da concerto del mondo: sono Andrea Oliva primo flauto solista, Andrea Zucco primo fagotto solista, Elena La Montagna violino, Ingrid Belli violino, Stefano Trevisan concertino delle viole, Carlo Onori concertino dei violoncelli. Come gruppo hanno debuttato nel 2015 con uno strepitoso successo al Palau de la Musica di Barcellona e da allora hanno suonato in Italia e in vari paesi europei.

Prima del concerto Anna Rollando introdurrà all’ascolto delle musiche in programma.  

Biglietti: € 12,00 intero; € 8,00 ridotti personale universitario e over 65; € 5,00 studenti. I biglietti si possono acquistare presso Roma Sinfonietta (telefono 06 3236104 – email: romasinfonietta@libero.it) o presso l’Auditorium Ennio Morricone dell’Università di Roma “Tor Vergata” a partire da un’ora e mezza prima del concerto.

Hip Hop Cinefest

 Al venerdì 10 e sabato 11 maggio a Roma, la quarta edizione di Hip Hop Cinefest. L’unico evento italiano e uno dei cinque al mondo dedicato alle storie scritte, prodotte e dirette da amanti della cultura Hip Hop, passando per tutti i generi cinematografici compresi quelli sperimentali. La forte vocazione internazionale dell'Hip Hop Cine Fest conferma l’evento come punto di incontro di culture e idee che arrivano da tutto il mondo



Come nelle passate edizioni, oltre alla proiezione delle opere cinematografiche selezionate, l’evento diventa un forum di discussione sui temi complessi della narrazione culturale attuale. La kermesse, nelle varie attività e azioni di cui si compone, è un laboratorio di creazione, condivisione, ispirazione e sperimentazione che si muove oltre le barriere geografiche, favorendo scambi artistici su scala globale. 

L'Hip Hop Cine Fest esplora le intersezioni tra cinemamusica e le sfide culturali del nostro tempo, celebrando la ricchezza della cultura Hip-Hop e il suo impatto trasformativo nella società. Durante la due giorni, si terranno dibattiti e workshop, con una particolare attenzione ai processi educativi non formali dell'Hip-Hop come strumento pedagogico innovativo. 

Le categorie in gara includono  documentarifictionvideo musicali, e opere sperimentali, sia lunghe che corte.

Per l’edizione 2024 sono stati selezionati 112 progetti provenienti da 26 paesi: 22 documentari lunghi, 19 documentari corti, 6 cortometraggi di finzione, 20 progetti sperimentali, 6 progetti web/seriali e 39 videoclip musicali. 



Per tutte la durata della manifestazione, sarà allestita una mostra d’arte curata dalla galleria Croma e una selezione espositiva dell’Italian Hip Hop Museum

Tutti progetti selezionati saranno trasmessi in streaming gratuito sulla 
piattaforma filmocracy.com dal 29 aprile al 19 maggio.