giovedì 25 ottobre 2018

Enrico Rava e Joe Lovano a Roma

Enrico Rava e Joe Lovano ritornano insieme, dopo più di vent’anni in un quintetto d’eccezione che unisce jazzisti di grande valore, provenienti dagli Stati Uniti, come Dezron Douglas al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria, e dall’Italia come Giovanni Guidi al pianoforte.

Prima tappa del tour europeo, venerdì 26 ottobre al Teatro Pmx per Padova Jazz Festival. A seguire, sempre in ottobre, lunedì 29 al Belgrado Jazz Festival e mercoledì 31 al Nasjonal Jazz Scene di Olso. A novembre, venerdì 2 al Teatro dell’Arte per il JazzMi di Milano, sabato 3 al Teatro Zancanaro di Sacile (PN), domenica 4 all’Auditorium S. Giacomo a Forli, lunedì 5 a The Nicolaus Hotel di Bari, mercoledì 7 in Lussemburgo alla Philarmonie, giovedì 8 al Jazzonze di Losanna, venerdì 9 a Centro Congressi della Fiera di Cagliari per il Festival Internazionale Jazz sabato 10 all’Auditorium Parco della Musica di Roma e domenica 11 all’Auditorium RSI di Lugano.

La musica originale di questo nuovo progetto è principalmente scritta da Rava, con l’inserimento di qualche standard, per dare vita a un jazz moderno, lirico, coinvolgente ed emozionante come non capita spesso di ascoltare. Una vera e propria illuminazione delle voci individuali di ciascuno di questi musicisti straordinari.

Enrico Rava, da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana e artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali.


Joe Lovano compositore, strumentista e organizzatore cresciuto a Cleveland e svezzatosi nell’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, trasferitosi a New York è stato ben presto riconosciuto da pubblico e critica come uno dei più importanti e originali musicisti ad emergere dalla scena musicale jazz degli anni 80 e 90. Basti ricordare la quasi ventennale partecipazione al trio di Paul Motian con Bill Frisell o alle collaborazioni che hanno spaziato da Hank Jones a John Scofield. Il suo suono inimitabile così moderno e così debitore ai grandi del passato da Coleman Hawkins a John Coltrane è un grande piacere per tutti gli ascoltatori.

Dezron Douglas e Gerald Cleaver costituiscono una delle ritmiche più creative e affidabili del panorama internazionali. Le loro collaborazioni sono innumerevoli: tra le tante, Douglas con Ravi Coltrane, Louis Hayes, Eric Reed, Cyrus Chestnut, Cleaver con Roscoe Mitchell, Miroslav Vitous, Charles Lloyd, Craig Taborn, William Parker.

Il più giovane del quintetto è il pianista di 33 anni Giovanni Guidi, già compagno di tante avventure con Rava da quando aveva 19 anni e titolare di propri gruppi con cui ha inciso già quattro album a suo nome in casa ECM. È uno dei musicisti più apprezzati della sua generazione, sempre alla ricerca di soluzioni non banali come improvvisatore, compositore e bandleader.

Formazione
Enrico Rava, tromba
Joe Lovano, sax
Giovanni Guidi, pianoforte
Dezron Douglas, contrabbasso
Gerald Cleaver, batteria

Tour
26/10 Padova, Teatro PMX
29/10 Belgrado (Serbia)
31/10 Oslo (Norvegia)
02/11 Milano, Teatro dell’Arte Triennale
03/11 Sacile, Teatro Zancanaro
04/11 Forlì, Auditorium S. Giacomo
05/11 Bari, The Nicolaus Hotel
07/11 Lussemburgo, Philarmonie
08/11 Losanna (Svizzera)
09/11 Cagliari, Centro Congressi della Fiera
10/11 Roma, Auditorium Parco della Musica
11/11 Lugano (Svizzera)




Sabato 10 novembre
Auditorium Parco della Musica
ENRICO RAVA  5et feat. JOE LOVANO
TOUR EUROPEO

The Musical Box



The Musical Box, la band canadese famosa in tutto il mondo per la capacità di far rivivere le emozioni del repertorio e dei costumi dei Genesis, tornano a Roma con l’inedito show dal titolo “A Genesis Extravaganza”. Per la prima volta in assoluto, in 25 anni, la band fa un incredibile viaggio nei primi Genesis. L’appuntamento è per domenica 28 ottobre all’Auditorium Parco della Musica.

The Musical Box offrono la possibilità di rivivere la magia di un’esperienza unica con uno show spettacolare ed emozionante, le performance virtuosistiche, gli effetti speciali e gli strumenti vintage di grande valore degni di un museo. La band porterà sul palco le composizioni iconiche e le vere rarità del periodo 1970 – 1977, passando per Trespass, Nursery CrymeFoxtrotSelling England by the PoundThe Lamb Lies Down on Broadway, A Trick of the Tail e Wind&Wuthering.

The Musical Box sono l'unica tribute band ufficiale approvata e supportata dai Genesis e da Peter Gabriel, che ha riconosciuto la bravura della band che ha “ricreato, molto accuratamente, quello che hanno fatto i Genesis”. Lo confermano anche Steve Hackett e Phil Collins che in passato hanno anche condiviso il palco con The Musical Box:
Non riesco ad immaginare nessuna miglior tribute band – dichiara Steve Hackett -  Non solo ricreano il suono, ma sono anche visivamente identici. Sembra che per loro niente sia difficile”.
"Non sono solo una tribute band, aggiunge Phil Collins - loro hanno preso un periodo storico e lo stanno riproducendo fedelmente nello stesso modo in cui qualcun’altro realizzerebbe una produzione teatrale".
The Musical Box hanno presentato i loro concerti in tutto il mondo per più di un milione di spettatori, in venue prestigiose come la Royal Albert Hall di Londra, l'Olympia di Parigi e il Bell Center di Montreal. “A Genesis Extravaganza” è uno spettacolo e un'occasione unica per scoprire i concerti dei Genesis e per rivivere un momento storico del rock.
Le prossime date del tour: il 30 ottobre Firenze (Teatro Verdi), il 31 ottobre Milano (Teatro degli Arcimboldi), il 1 novembre Padova (Gran Teatro Geox).


A ROMA CON IL NUOVO SHOW

Domenica 28 ottobre - Auditorium Parco della Musica

A GENESIS EXTRAVAGANZA
an unprecedented musical feast of 1970-77
favorites and rarities


biglietti sono disponibili sul sito www.ticketone.it e nei punti vendita autorizzati

Festa del Cinema di Roma, Amore Molesto versione restaurata

A 23 anni dalla sua uscita, la Festa del Cinema di Roma ospiterà domani, venerdì 26 ottobre, la versione restaurata de L'Amore molesto di Mario Martone, vincitore di tre David di Donatello (Migliore regiaMiglior attrice protagonista Anna Bonaiuto e Miglior attrice non protagonista Angela Luce) e di un Nastro d’argento (Migliore attrice protagonista).

Tratto dall'omonimo romanzo d’esordio di Elena Ferrante, il film fu presentato per la prima volta nel 1995 alla 48ª edizione del Festiva di Cannes, ottenendo un grande successo di critica e pubblico.

Venerdì 26 ottobre ore 17.00
Teatro Studio - Auditorium Parco della Musica

Prima della proiezione del film , Mario Martone sarà protagonista di una conversazione con Concita Di Gregorio sul caso editoriale di Elena Ferrante e sullo scambio che il regista intrattenne a suo tempo con l’autrice durante la stesura della sceneggiatura.
Sarà presente anche l’attrice protagonista Anna Bonaiuto.

l film è stato restaurato nel 2018 in 2K a partire da negativo originale. Il restauro è stato curato da Lucky Red in collaborazione con 64Biz e Augustus Color, con la supervisione di Luca Bigazzi.
Per volontà del regista le parti del passato sono state riportate al bianco e nero, come da sceneggiatura originale.

Nella scrittura della sceneggiatura de L’Amore molesto avevo immaginato l’alternanza tra i diversi momenti temporali del racconto attraverso l’uso del colore per il presente e del bianco e nero per le parti del passato.
Successivamente, in fase di ripresa, insieme al direttore della fotografia Luca Bigazzi optammo per una decolorazione delle parti del passato che consentisse un passaggio visivo più fluido.
A distanza di tanti anni, e in occasione del restauro complessivo della pellicola, assieme a Bigazzi ci è sembrato interessante provare a tornare all’idea iniziale del bianco e nero, introducendo una rilettura del racconto probabilmente più dura e radicale da un punto di vista estetico, ma più vicina allo spirito originale della sceneggiatura e dello stesso romanzo di Elena Ferrante. Colore e bianco e nero si oppongono quasi con violenza, quella che sottilmente attraversa i personaggi, le vicende e la stessa città di Napoli che nel romanzo, lungi dall’essere una semplice ambientazione, è totalmente protagonista.

Mario Martone



Sinossi
Delia torna a Napoli per il funerale della madre Amalia, annegata, e indaga sugli ultimi mesi della sua vita per capirne la morte. Ne ripercorre la vita tormentata dalla gelosia del marito e si imbatte in uomini ambigui e volgari: il presunto amante di Amalia e suo figlio Antonio, lo zio Filippo e il padre. A poco a poco Delia si identifica con la madre in un lucido e doloroso delirio autopunitivo.
Un thriller metropolitano, tratto dal romanzo d’esordio di Elena Ferrante, L’Amore molesto è un film sensuale e misterioso, interpretato da Anna Bonaiuto, Angela Luce, Licia Maglietta e un cast straordinario di grandi attori.

Note in Biblioteca

Comincia una nuova serie di “Note in biblioteca”, la fortunata iniziativa della IUC che da alcuni anni porta la musica nelle biblioteche di Roma Capitale. Il primo appuntamento – ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, come tutti gli altri concerti di questa serie - sarà venerdì 26 ottobre alle 20.30 alla Biblioteca di Villa Leopardi (via Makallé, tel. 06 4546 0621) con il Jazz Virtuoso Duo, formato da Gianni Oddi al sax e Alessandro Bonanno al piano. Sono in programma brani di alcuni dei più grandi musicisti jazz americani, alternati a musicisti di casa nostra. Si inizia col primo tempo della Sonata for Alto Sax and Piano di Phil Woods, il grande sassofonista scomparso tre anni fa, che veniva chiamato “The New Bird”, in ricordo del soprannome di Charlie Parker.

 Si prosegue con musiche di Oscar Pettiford, degli stessi Gianni Oddi ed Alessandro Bonanno, di Horace Silver e poi, con un grande crescendo finale, di Dave Brubeck, Duke Ellington (In a sentimental mood e It don’t mean a thing), Ennio Morricone e Chick Corea. La bravura dei due interpreti giustifica pienamente il nome che si sono scelti: Jazz Virtuoso Duo. Gianni Oddi (sax alto e sax soprano) ha collaborato con artisti e direttori d’orchestra come Gianni Ferrio, Bruno Canfora, Nicola Piovani, Franco Piersanti, Bruno Tommaso, Claude Bolling, Luis Bacalov, Dizzy Gillespie, Gil Evans, Liza Minnelli, Ray Charles, Uri Caine. Per anni è stato 1o Alto Sax dell’Orchestra di Musica Leggera della Rai di Roma, poi ha fondato la Ials Jazz Big Band, che tuttora dirige. Alessandro Bonanno, dopo aver vinto alcuni concorsi come pianista classico, si è avvicinato al jazz, vincendo anche in questo campo vari concorsi. 

Ha collaborato con importanti musicisti come E. Wilkins, N. Stilo, M. Urbani e altri e ha partecipato, come tastierista, al “Fusion Project” del batterista inglese Mel Gaynor dei Simple Minds. Ha al suo attivo numerose incisioni ed è anche compositore e arrangiatore.Il concerto sarà preceduto da una guida all’ascolto a cura di Matteo Macinanti, specializzando di musicologia all’Università “La Sapienza”. Il secondo appuntamento è venerdì 9 novembre alla Biblioteca “Vaccheria Nardi”, sempre alle 20.30, con Sound Pills in musiche napoletane: dai canti delle lavandaie del XII-XII secolo alle contaminazioni della canzone napoletana col Blues e lo swing. Si prosegue il 16 novembre a Villa Leopardi con Elio Pecora (voce), Gianni Trovalusci (fFlauti) e Antonio Caggiano (percussioni): Pecora leggerà propri versi d’amore, accompagnato dalla musica del flauto e delle percussioni. Il 30 novembre alla Biblioteca “Ennio Flaiano” musiche di Haydn e Beethoven col Quartetto Eos, cui la giuria del “Premio Abbiati” della Critica Musicale Italiana ha assegnato il premio per i miglior gruppo giovanile dell’anno. Il 14 dicembre ancora alla Biblioteca “Ennio Flaiano” l’arpista Augusta Giraldi e il 21 dicembre alla “Vaccheria Nardi” la pianista Silvia D’Augello.

mercoledì 24 ottobre 2018

Roberto Cominati nell' Aula Magna della Sapienza

Sabato 27 ottobre alle 17.30 la IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) presenta un recital del pianista Roberto Cominati nell' Aula Magna della SapienzaIn programma musiche di Bach, Haendel e Ravel.
Dotato di uno straordinario talento naturale, Roberto Cominati a soli otto anni è stato ammesso al Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli per meriti speciali, si è perfezionato poi con due illustri didatti quali Aldo Ciccolini e Franco Scala, ha vinto il primo premio in vari concorsi nazionali e internazionali, tra cui spicca il prestigioso ed estremamente severo e selettivo Concorso "Busoni" di Bolzano.
Dopo queste lusinghiere affermazioni, ha intrapreso una carriera costruita con intelligenza, senza disperdersi in un’attività frenetica ma privilegiando un repertorio stimolante e collaborazioni con orchestre e direttori di rango, lasciandosi anche lo spazio per alcune passioni extramusicali, come quella del volo.
Ha suonato al Teatro alla Scala e al Festival di Salisburgo, all'Accademia di S. Cecilia di Roma e al Kennedy Center di Washington, a Parigi e a Berlino, in Australia e in Giappone. Un curriculum di tutto rispetto, che fa di Cominati uno dei pianisti italiani più noti e apprezzati a livello internazionale. Il critico del Washington Post ha scritto che "controllo ed eleganza sono le sue parole d'ordine" ma non disgiunte dall' "immaginazione", concludendo: "È stato il miglior recital che io abbia mai sentito". Il Sole 24 Ore ha parlato di "tecnica e tocco incantevole" a proposito di una sua esecuzione di Ravel, autore di cui Cominati ha realizzato l'incisione integrale della musica per pianoforte, che critica e pubblico hanno accolto con grande favore.
Proprio tre brani di Maurice Ravel costituiscono la seconda parte del suo recital all'Aula Magna. Suonerà dapprima il Tombeau de Couperin, un orgoglioso richiamo alle tradizioni nazionali da parte del musicista francese, che scrisse questo brano in memoria di alcuni amici caduti nella Grande Guerra. L’omaggio ai defunti non si realizza con musiche d’intonazione funebre ma con le danze consacrate dalla splendida epoca di Luigi XIV, come a contrapporre la cultura e la civiltà francesi alla “barbarie tedesca”. Segue Jeux d’eau, di cui è stato detto che inaugura la musica francese del Novecento: la modernità di questo brano sta nelle sonorità liquide che il compositore riuscì ad ottenere con il pianoforte. Infine La Valse, definita "un grande valzer tragico", perché il ritmo di questa danza viene esasperato fino a dare l'angosciosa sensazione di un'irrevocabile fatalità.
La prima parte è invece dedicata a due sommi compositori del periodo barocco, Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Haendel. Di Bach la Suite n. 2 in re minore BWV 1009, destinata originariamente al violoncello e trascritta per pianoforte da Leopold Godowsky. Questo virtuoso russo-americano fu tra i più grandi pianisti dei primi decenni del secolo scorso; ancora oggi è leggendaria la sua strabiliante tecnica, che si riflette nella difficoltà delle sue trascrizioni. Segue la Toccata e Fuga in re minore BWV 565, capolavoro organistico di Bach, il cui inizio è uno dei momenti più celebri della musica di tutti tempi; in questo caso la trascrizione per pianoforte è di Ignaz Friedman, altro grande virtuoso contemporaneo di Godowsky. Anche di Haendel Cominati ha scelto un’opera molto celebre, la grandiosa Ciaccona in sol maggiore HWV 435.
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Italiani Brava GENTE, versione restaurata



La nuova versione restaurata di ITALIANI BRAVA GENTE verrà presentata ufficialmente nel suo ritrovato splendore il 27 ottobre alle ore 16, nella Sala Petrassi dell’Auditorium, come evento speciale della Festa del Cinema di Roma alla presenza di Raffaele Pisu, unico protagonista maschile ancora vivente, e della vedova del regista, Gordana Miletic.

Il CSC – Cineteca Nazionale ha curato il restauro del film diretto nel 1964 da Giuseppe De Santis (Riso Amaro, Non c’è pace tra gli ulivi) e interpretato da Raffaele Pisu, Riccardo Cucciolla, Andrea Checchi, Peter Falk, Arthur Kennedy, Zhanna Prochorenko eTatjana Samojlova, con le musiche originali di Armando Trovajoli, grazie allo sforzo economico di Genoma Films. ITALIANI BRAVA GENTE è un grande film epico e spettacolare che si inserisce all’interno della tradizione del cinema sovietico sulla “Grande guerra patriottica”, come i russi definiscono la seconda guerra mondiale. Il tutto esaltato dallo stile e dalla sensibilità di Giuseppe De Santis, che racconta l’odissea di alcuni soldati italiani durante la campagna di Russia e il loro rapporto, conflittuale ma anche a tratti solidale, con l’Armata Rossa e soprattutto con la popolazione sovietica.

Il restauro è stato realizzato dalla Cineteca Nazionale a partire dai negativi originali 35mm e dalla colonna sonora messi a disposizione dalla Galatea, con la collaborazione di Intramovies. La versione che verrà presentata alla Festa del Cinema è tratta direttamente dal negativo originale. La Cineteca Nazionale sta anche approntando una ricostruzione della versione più completa possibile che reinserirà nel film i tagli di censura, molti dei quali presenti nella versione sovietica del film che aveva un differente titolo: “Они шли на Восток” (“Oni sli na vostok”, ovvero "Andavano verso Oriente").


Il restauro è stato possibile - oltre allo sforzo economico della Genoma Films di Paolo Rossi – grazie anche al contributo di Ebano Spa e della Banca Popolare di Fondi.

Commenta Paolo Rossi: “Da tempo era mio desiderio riuscire a far restaurare ITALIANI BRAVA GENTE, non solo come omaggio a mio padre Raffaele Pisu, ma come tributo al valore del film nel panorama della nostra tradizione cinematografica e la Cineteca ha accolto con entusiasmo questa mia volontà. È un restauro importante e siamo onorati che sarà presentato nella bellissima cornice della Festa del Cinema di Roma. Sarà un grande momento di festa a cui parteciperanno ospiti importanti in segno di rispetto e amicizia per Raffaele, tra cui la grande Claudia Cardinale che ha lavorato con lui in Nobili Bugie”.

venerdì 19 ottobre 2018

“Green Movie Award”.

Lunedi 22 ottobre alle ore 17.00, presso l’Auditorium Arte all’Auditorium Parco della Musica, nel corso della tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, nello spazio Roma e Lazio Film Commission, avrà luogo la terza edizione del “Green Movie Award”.              
Durante l’incontro sarà proiettato il back stage del film “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, opera realizzata secondo il protocollo di sostenibilità di Edison Green Movie, e verrà consegnato un riconoscimento alla figlia Elisabetta Olmi e al regista del back stage Fabrizio Cattani, in omaggio ad un grande artista che si è fatto pervadere da una sincera sensibilità “eco” in tutta la sua opera.

Al termine verrà consegnato il Green Movie Award   (GMA), premio che viene attribuito a un'opera che ben rappresenta  i valori legati alla sostenibilità volendo sensibilizzare il pubblico cinematografico sui temi ambientali e coinvolgere la filiera produttiva, filmakers,  produttori e  distributori, in pratiche a impatto zero.

Negli ultimi due decenni si assiste ad un’imponente crescita di manifestazioni e festival cinematografici sul tema dell’ecologia che si affiancano a un eco-filone cinematografico sempre più ricco, e alla  nascita di un’industria cinematografica protesa alla sostenibilità, al risparmio energetico, sensibile all’uso delle risorse rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di CO2 testimoniando come i temi della tutela ambientale stiano diventando una “urgenza” anche per il mondo della  settima arte.

Programma
Massimiliano PontilloPresidente Pentapolis Onlus
Marino Midena
Direttore artistico Green Movie Film Fest
 incontrano

Elisabetta OlmiProduttrice
Fabrizio CattaniRegista
Edoardo Winspeare, Regista
Cristina Priarone
, Direttore Generale Roma Lazio Film Commission 
Luciano SovenaPresidente Roma Lazio Film Commission

La settima arte può avere un ruolo importante nella difesa dell’ambiente e nella riduzione delle emissioni inquinanti ed essere uno strumento privilegiato nel raccontare buone pratiche 

GREEN MOVIE AWARD
Ambiente: più vision, un protagonista
Lunedì 22 ottobre 2018 - H 17.00 -18.30
Auditorium Arte - Parco della Musica
via Piero De Coubertin, 30

mercoledì 17 ottobre 2018

The Magic Door, al The Sanctuary

Venerdì 19 ottobre al The Sanctuary di Roma, il trio The Magic Door, formato da Giada Colagrande (regista,Arthuan Rebis (compositore, cantautore e polistrumentista) e Vincenzo Zitello (maggiore arpista italiano, compositore e polistrumentista) presenta per la prima volta l’omonimo album d’esordio, uscito il 16 ottobre in Italia.
attrice, cantautrice),

Pur essendo ascrivibile al folk esoterico, sia per le sue scelte stilistiche che per il concept generale, The Magic Door trae ispirazione anche da sonorità folk britanniche, celtiche, mediterranee e orientali, tracciando una poetica peculiare al di là delle connotazioni, nella quale si collocano le 9 tracce, tutte originali, che compongono l’album.

“The Magic Door – dichiarano Giada Colagrande e Arthuan Rebis - è un progetto che attinge a un immaginario mitologico, da tradizioni sapienziali senza tempo. La sua attualità risiede nel mistero imperituro che la Porta Alchemica incarna”. 

Il disco è, infatti, il risultato del loro personale viaggio attraverso l’archetipo stesso della “Porta Magica” e l’inesauribile immaginario evocato dalle sue epigrafi, dai suoi simboli e dai pianeti cui si riferiscono, conciliando tradizioni sciamaniche, miti arcaici e mondi onirici.
Unico cimelio alchemico in Italia, edificato dal marchese Massimiliano Palombara nella sua residenza, villa Palombara, centro vitale della Roma ermetica del Seicento, la leggenda della Porta Magica trae origine da un particolare aneddoto.

Un pellegrino, identificabile con l'alchimista Francesco Giuseppe Borri, dimorò per una notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l'oro. Il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro di sé alcune pagliuzze d'oro, frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta con simboli magici e sette epigrafi che dovevano contenere il segreto della pietra filosofale. Il marchese Palombara fece quindi incidere sulla porta il contenuto del manoscritto con i simboli e le sette epigrafi, certo che un giorno sarebbero stati decifrati.

Una leggenda, quella della Porta Magica, che si riverbera nelle 9 tracce dell’album. Il disco si apre con una Intro nella quale Arthuan Rebis, interpretando il marchese Palombara, narra dell'incontro con il pellegrino e della sua sparizione attraverso la porta.

I ritornelli dei 7 brani centrali coincidono con le 7 epigrafi della porta (tradotte in inglese dal latino). A ciascuna epigrafe corrisponde un pianeta, su cui si sviluppa il testo di ogni canzone: Saturnine Night, Jupiter's Dew, Water of Mars, Venus the Bride, Mercury Unveiled, Sun in a Flame, V.I.T.R.I.O.L.
Nell’ultimo brano (Epilogue), Vincenzo Zitello, interpretando il pellegrino, canta le sette epigrafi nella lingua originale, il latino, dalla dimensione oltre la porta.

The Magic Door è un omaggio a uno dei più affascinanti e misteriosi cimeli alchemici esistenti, le cui storie e leggende prendono vita attraverso le composizioni originali di Giada e Arthuan, che ne incarnano l’eterno enigma. Il disco vanta infine la collaborazione di Glen Velez, percussionista d’eccezione considerato il maggiore virtuoso e conoscitore di tamburi a cornice.

FORMAZIONE
Giada Colagrande: voce
Arthuan Rebis: voce, chitarra, nyckelharpa, esraj, hulusi, sequencer 
Vincenzo Zitello: arpa celtica, viola, lama sonora
Nicola Caleo: percussioni

Video a cura di Giulio Donato e Giada Colagrande

venerdì 19 ottobre
 ore 23.00
THE MAGIC DOOR
in concerto al The Sanctuary di Roma
via delle Terme di Traiano 4a - Rom

ingresso libero

L’album d’esordio di 
Giada ColagrandeArthuan Rebis e Vincenzo Zitello

lunedì 8 ottobre 2018

Hamletas, al Teatro Eliseo

Dal 16 al 28 ottobre, nell’ambito del Prologo di Stagione Eliseo OFF, andrà in scena Hamletas, diretto da Sarah Biacchi.

Una regia al femminile per uno spettacolo tutto al femminile con Dieci attrici incarnano Amleto di Shakespeare; una piccola rivoluzione che capovolge il teatro precedente la Riforma, dove i ruoli femminili erano interpretati esclusivamente da uomini. 

Un compito affidato ad  un cast di altissimo livello composto da Francesca CiocchettiGalatea Ranzi,Ludovica ModugnoDebora ZuinFederica SandriniElena AimoneSerena Mattace RasoCaterina GramagliaTullia DanieleDiletta Acquaviva.




È il viaggio di un’anima (Amleto), scolpito per la prima volta nel corpo di Francesca Ciocchetti, accompagnata da un solido gruppo di interpreti prestigiose. Una lettura registica “animica” dove il genere diventa importante per scorrere dentro le vene di una storia con un disegno predestinato.
Essere pronti è tutto, dice Amleto. Rispondiamo alla chiamata come artiste, come creatrici, come donne. Siamo pronte, nel 2018, ad accettare la sfida” afferma la regista 
Sarah Biacchi, che racconta la lotta fra l’essere e il non essere che ogni essere umano deve affrontare, senza domandarsi se sia uomo o donna: semplicemente spirito. L’incontro fra aldilà, presenze intermedie e vita terrena si manifesta per risollevare, attraverso le labbra di chi non si sente in grado, un mondo “fuori sesto”.

Dal 16 al 28 ottobre
Teatro Eliseo
ore 20,30
Hamletas 
Regia di Sarah Biacchi
con
Francesca Ciocchetti
Galatea Ranzi
Ludovica Modugno
Debora Zuin
Federica Sandrini
Elena Aimone
Serena Mattace Raso
Caterina Gramaglia
Tullia Daniele
Diletta Acquaviva

domenica 7 ottobre 2018

Premio "Pianeta Azzurro" per Andrea Morricone

UN’ORCHESTRA DI SCULTURE

IL MAESTRO ANDREA MORRICONE RICEVE IL PREMIO ‘PIANETA AZZURRO’ NEL MUSEO ALL’APERTO A FREGENE




"La Giuria del Premio 'Pianeta Azzurro – I Protagonisti', ammirata per il grande contributo che il Maestro Andrea Morricone sta dando alla musica mondiale, conferisce questo riconoscimento al suo straordinario talento e alla sua capacità di leggere il nostro tempo attraverso le note”.

Con queste parole l’artista Alba Gonzales ha consegnato la sua opera in bronzo, simbolo del Premio, al direttore d’orchestra e compositore Andrea Morricone.

La manifestazione, giunta alla XVII edizione, si è tenuta a Fregene nello spazio d’arte all’aperto del Centro Internazionale di Scultura Contemporanea Museo Pianeta Azzurro, nato nel 1989 dalla volontà del Maestro Alba Gonzales per ospitare le sue opere e quelle di importanti artisti italiani e stranieri.

Il maestro Andrea Morricone con l'artista Alba Gonzales
Foto Corradi

Tra gli altri premiati: la giornalista Federica Angeli, pugnace testimone di legalità e giustizia; il saggista Costantino D’Orazio, straordinario divulgatore radio-televisivo di bellezza e arte; il fotografo Roberto Granata (foto sotto, in basso a destra), che ha ritratto le più grandi star hollywoodiane e italiane; il poeta Dante Maffia, nell’empireo della poesia e della letteratura contemporanee; l’ultraquarantennale tradizione di accoglienza e ristorazione rappresentata dal ristorante Mastino a Fregene;

Il Premio Speciale, “Cielo e Mare”, sintesi simbolo del Litorale, è stato assegnato al direttore del periodico ‘Qui Fregene’, Fabrizio Monaco per il grande supporto offerto negli anni sul fronte della promozione delle iniziative del Premio e del Centro Internazionale di Scultura Contemporanea “Pianeta Azzurro”.




Ad arricchire la serata, la proiezione del documentario del regista Raffaele Simongini “Maschere Nude” che ha offerto una narrazione emozionante e coinvolgente delle opere di Alba Gonzales.

Un’artista ritratta in diverse vesti, senza trascurare il lato umano: scultrice ma anche danzatrice classica, cantante lirica e tenera madre di famiglia. E - come spiega lo stesso Simongini – ha deciso di inserire Alba e le sue sculture all’interno di una ambientazione esclusivamente notturna, al fine di esaltare l’aspetto teatrale e drammatico delle opere.”




E anche il pubblico presente all’evento ha apprezzato ancora di più le opere di Alba Gonzales quando nel museo all’aperto è calata la sera. “Una vera orchestra di sculture” a detta del Maestro Andrea Morricone.

sabato 6 ottobre 2018

“Paura e Delirio” al Teatro Studio Uno

Nuovo anno di spettacoli per il Teatro Studio Uno che inaugura la stagione 2018-19 insieme alla compagnia 20 Chiavi Teatro, in scena dall'11 al 14 ottobre con“Paura e Delirio” di e con Alessia Berardi Ferdinando Vaselli, uno spettacolo nato da un lungo lavoro di osservazione e raccolta di interviste nei quartieri della Capitale, nel tentativo impervio di raccontare un’identità in trasformazione.

Narrare il nostro tempo attraverso le testimonianze di chi lo vive, lo agisce e subisce.
Paura e Delirio” è un affresco unico ed originale  fatto di voci, testimoninanze mermire raccolte nelle interviste realizzate a più riprese in diversi contesti e quartieri di Roma, nelle quali è emerso un profondo senso di smarrimento, una nostalgia di un passato spesso inventato, idealizzato, vagheggiato, in contrapposizione ad un presente dove domina la preoccupazione, la paura, l’impotenza, la difficoltà delle relazioni ed un futuro quasi apocalittico.
I personaggi sono fotografie, istantanee, microcosmi universali con un linguaggio a volte arcaico a volte sincopato, a volte secco a volte barocco: un fratello ed una sorella ed una strana piccola magica creatura, raccontati in una commedia acida e sporca, una storia semplice e violenta, divertente e truce.

Utilizzando un dialetto distorto, i nostri fratelli annaspano in una realtà che si fa pulviscolo e che genera insicurezza, paura, solitudini, follie. Si ride di personaggi, di situazioni che in alcuni casi ci sembrano mostruosi ma umanamente comprensibili, e se a volte possono sembrare aberranti entrano nelle nostre coscienze come familiari perché in fondo parlano di noi.

20 Chiavi Teatro dal 2006 si occupa di produzione, organizzazione e formazione per lo spettacolo dal vivo, l’audiovisivo e l’editoria con uno sguardo al territorio. I percorsi realizzati da 20 Chiavi Teatro non sono legati solamente alla costruzione di spettacoli, ma anche a progetti che prevedono ricerca sul campo, scrittura drammaturgica, realizzazione di materiale audiovisivo, progetti di formazione, organizzazione di Festival.


Paura e Delirio” 11-14 ottobre 2018 (Sala Specchi)
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore
 18.00

mercoledì 3 ottobre 2018

Allegra era la vedova?


Il prossimo 9 ottobre il Teatro della Cometa apre la stagione con lo spettacolo Allegra era la vedova? One-man show per una miliardaria.

Protagonista Gennaro Cannavacciuolo, attore, cantante e fantasista italiano, che ha iniziato a calcare le tavole del palcoscenico dll'età di 8 anni. A 18 inizia a lavorare al fianco di Eduardo De Filippo, fino alla sua morte. Cinque anni importanti per la sua formazione anche perché incontra allora Pupella Maggio di cui diventerà grande amico e con cui dividerà anche la scena.


ALLEGRA ERA LA VEDOVA? Debuttò nel 2005 a Cividale del Friuli, ottenendo grandi consensi e rimase quindi “nel cassetto” per 12 anni. Ora ripresa, con il sottotitolo One-man-show per una miliardaria”, rivisita lo spirito dell’operetta in modo assolutamente originale, tramite la La Vedova Allegra di Lehàr. Un capriccio scenico interpretato da un versatilissimo attore e cantante della scena italiana, Gennaro Cannavacciuolo, ormai consacratosi come ideatore di one-man-show, che interpreta i personaggi simbolo della Vedova Allegra (il conte Danilo, Hanna Glawari, il Njegus, Valentienne, Barone Zeta), alternando sapientemente momenti comici, sentimentali e drammatici.

Il narratore, Louis Treumann, primo Danilo Danilowich nel 1905 e prediletto di Lehàr, ci conduce in questo viaggio storico tramite le arie più famose del mondo operettistico: attraversa il ‘900, rievocando la Belle Epoque, la prima guerra mondiale, gli anni 20, sino all’inferno della deportazione, suo ultimo viaggio. Il protagonista, alle soglie di un autentico colpo di scena, di un epilogo impressionante negli anni più cupi della Germania nazista, rievoca e ripercorre non solo i propri successi, ma la fortuna stessa dell’operetta viennese e del “mondo di ieri” prossimo allo sfacelo.

Uno spettacolo di indiscutibile virtuosismo, tratto da un testo inedito ritrovato nell’archivio di un teatro lirico del nord Italia, e che viene eseguito in una riduzione musicale con un trio di formazione classica.

Una mise-en-abyme per mezzo secolo di storia e per un fantasista come Gennaro Cannavacciuolo in grado di coniugare con grande equilibrio il talento comico e quello drammatico.
Uno spettacolo di sicura eleganza e di forte impatto visivo, grazie ad una scenografia essenziale, di sviluppo verticale e lineare, con il supporto di inserti audio-visivi.

dal 9 ottobre al 4 novembre 

Teatro della Cometa 

ALLEGRA ERA LA VEDOVA? 
one-man show per una miliardaria


di Gianni Gori, da un’idea di Alessandro Gilleri

Regia di Gennaro Cannavacciuolo e Roberto Croce.

Con

Gennaro Cannavacciuolo 

Giovanni De Domenico e Fulvio Maiorani (ballerini )

Dario Pierini (pianoforte)
 Andrea Tardioli (clarinetto/sax contralto) 
Piermarco Gordini (violino)