lunedì 25 gennaio 2010

Nine

Dal cinema al teatro, per tornare al cinema. E' Nine il film diretto da Rob Marshall è tratto dall'omonimo musical che a sua volta è una rivisitazione del film 8 1/2 di Federico Fellini.

Si tratta di un musical, genere non certo nuovo per Marshall, che con il suo Chicaco ha vinto l'Oscar come miglior film.

E Nine è ispirato proprio alla figura del maestro del cinema italiano, del quale racconta la storia raccontando quella di Guido Contini. Contini è un regista di fama mondiale che si sta preparando alle riprese del suo ultimo film, e delle donne che hanno fatto parte della sua vita: la moglie, l'amante, la musa ispiratrice, la confidente, una giornalista di moda, la prostituta che ha segnato la sua giovinezza e la sua defunta madre.

A dare il volto a questo universo femminile sono attrici di calibro internazionale, Penelope Cruz, Marion Cotillard, Kate Hudson, Judi Dench, Nicole Kidman e Sophia Loren.

"Ma non dite che è un remake - ha precisato Marshall - perché il film di Fellini è un capolavoro che non si può toccare. Al più rifà il musical ispirato a quel grande film. Come Pigmalione è diventato My Fair Lady, Nine prende le mosse da quella pellicola senza esserne il remake".

A Marshall piaceva l'idea di fare un film in cui si parlasse di cinema e del significato che questo ha per un regista. Ad allettarlo anche l'occasione "di far conoscere alla nuove genrazioni un personaggio come Fellini, il maestro di tutti i maestri". Senza contare che anche attratto "dall'idea di poter lavorare in una città, Roma, che amo tantissimo e di evocare segni e magie della dolce vita".

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domenica 24 gennaio 2010

La commedia di Candido, al Manzoni

Fino al 21 febbraio il teatro Manzoni ospita una splendida Ottavia Piccolo in "La Commedia di CANDIDO ovvero avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro (con tutto lo scompiglio che seguì)" di Stefano Massini
con VITTORIO VIVIANI, regia di SERGIO FANTONI

Immaginatevi una donna formidabile. Il suo nome è Augustine. Questa donna è un terremoto di invenzioni, uno scrigno di trovate: ogni momento ne tira fuori una. Forse perché un tempo faceva l’attrice, sui palcoscenici più malfamati del 1700 parigino.
Ora, immaginatevi che questo portento di donna finisca dentro una storia mille volte più grande di lei. Più precisamente: immaginatevi che finisca in un triangolo impazzito fra tre signori di mezza età non proprio sconosciuti, di nome Denis Diderot, Jean Jacques Rousseau e lo splendido Voltaire.
Perché il caso vuole che l’ultimo di questi tre stesse terrorizzando il mondo dalla sua villa di Ginevra. Questa non è un’invenzione: risponde al vero. Voltaire minacciava infatti di dare alle stampe un certo libretto satirico – piuttosto cattivo – in cui in un colpo solo avrebbe messo alla berlina tutti i potenti del suo tempo, tutti i valori, tutti i suoi colleghi. Insomma: tutto quanto. Questo simpatico libretto si sarebbe chiamato “Candido”.
Immaginatevi un caos senza precedenti. Diderot teme per la propria Enciclopedia. Rousseau ha i brividi perché sa che Voltaire lo odia da sempre. I sovrani di mezza Europa tremano all’idea di essere svergognati. I gesuiti si preparano alla censura immediata. Ed ognuno di loro si precipita alla controffensiva: ciascuno per sé e Dio per tutti. Ma comunque tutti contro Voltaire. E tutti contro il “Candido”. La nostra Augustine si trova impelagata in questo turbinio. Le toccherà un’avventura rocambolesca – sempre sul filo del rasoio – fra le fisime di Diderot, le sontuose colazioni di Voltaire e il tinello fatiscente di Rousseau. Un vortice di travestimenti. Una carambola di finzioni. Un gioco di teatro nel teatro che si moltiplica all’infinito. Immaginatevi infine uno spettacolo colorato. Coloratissimo. Un susseguirsi di scene incalzanti dove si rincorrono – fioretti e sciabole - duelli di battute spietate, senza un attimo di tregua. Ma in questa favola-avventura di pieno Settecento fra filosofi e parrucche c’è molto che ci riguarda da vicino: dalla libertà di pensiero al riscatto femminile, dalla lotta contro le guerre ingiuste fino all’integralismo religioso. D’altra parte sono questi i temi del “Candido”. E chi non è d’accordo, se la prenda con Voltaire.
Insomma: immaginate uno spettacolo divertente su temi molto seri. Una commedia dove grandi domande sono travestite da sberleffi. Perché “non c’è miglior modo di pensare che farlo ridendo”: anche questa frase la scrisse il signor Voltaire.
Sergio Fantoni e Stefano Massini

TEATRO MANZONI, Roma dal 26 gennaio al 21 febbraio

L'Ebreo, al Teatro Valle

Ornella Muti debutta in teatro con lo spettacolo l'Ebreo, di Gianni Clementi, mai rappresentato prima d'ora, che sarà in scena a Civitavecchi il 29 - 30 – 31 gennaio, per poi arrivare al Valle di Roma dal 23 al 28 febbraio e dal 2 al 7 marzo.

Sul palco con la Muti, Emilio Bonucci e Pino Quartullo diretti da Enrico Maria Lamanna
Quella che va in scena è la storia di una coppia romana di umilissima estrazione alla quale un ricco commerciante ebreo, nel periodo delle leggi razziali, ha intestato tutti i suoi averi prima di essere deportato. A distanza di 13 anni dai fatti qualcuno bussa alla loro porta. Inizia l'incubo di un ritorno che li renderebbe di nuovo poveri, e l'ossessione cresce fino a calunniare il ricordo del loro antico padrone, e a deflagrare in un finale a sorpresa.
Si tratta di un testo teatrale straordinario per tematica, intreccio ed uso della lingua, prodotto dalla Mithos e vincitore della prima edizione del premio Siae – Eti – Agis. Regia di Enrico Maria Lamanna.
E’ Mai rappresentato finora, il testo è di Gianni Clementi, autore ben conosciuto in Italia e all’estero, che scrive solo in romanesco reinventando una parlata popolare di uso quotidiano continuamente umiliata dalla “vulgata” televisiva.
Le frasi fatte, i luoghi comuni, gli intercalari tipici vengono sul palcoscenico come illuminati dalle luci destinate agli attori. Il pubblico sente parole udite mille volte e mai ascoltate davvero, riconoscendo in esse storie che, in frammenti, fanno parte dell’esperienza di chiunque, e che il testo teatrale riconduce alla complessità compiuta ed esemplare della narrazione d’arte. Ne scaturisce spesso una comicità senza nulla di cabarettistico, tanto più dirompente quanto più amara, e mai liberatoria. Il riso diventa veicolo di divertimento e, allo stesso titolo, di riflessione storica, di apologo sociale, capovolgendosi infine, con la massima naturalezza, in dramma.

sabato 23 gennaio 2010

Uomini che oliano le nonne


Dario Cassini torna al Teatro Parioli, con "Uomini che oliano le nonne" scritto insieme a Marco Terenzi che ne cura la regia.
In questo spettacolo il Professor Rimorchio svilupperà ancora una volta, in modo sempre più accanito e convincente, le sue esilaranti tesi sul variegato mondo femminile!

Dal perché leggono l’oroscopo…al perché non capiscono il fuorigioco! Il Professor Rimorchio ci rivelerà come sopravvivere a una donna e rimanerle accanto per tutta la vita senza farsi accorgere!

Un vademecum… una sorta di decalogo per convivere con l’altra metà del cielo… dove di solito piove! Per spiegare meglio le sue teorie anche quest’anno userà il suo paziente/cavia preferito il signor Bartoletti!

Dopo aver rimorchiato una donna dobbiamo cercare di farla rimanere con noi… come fare? Ce lo spiegherà con calma Dario Cassini… per il momento l’unico consiglio che può darci è: fingere…con le donne fingere sempre e se non basta… zigzagare!

Lo spettacolo andrà in scena dal 26 gennaio al 14 febbraio 2010

venerdì 22 gennaio 2010

In nome del Papa Re

prorogato fino al 21 febbraio 2010

Dal grande schermo al palco, uno dei più grandi capolavori di Luigi Magni, "In nome del Papa Re", per la regia di Antonello Avallone, è in scena al Teatro dell'Angelo fino al 14 febbraio.

Nonostante le critiche per l'etichetta "anticlericale" il film nel 1978 vinse 5 David di Donatello, tra cui miglior film, miglior sceneggiatura e miglior scenografia e un grande successo di pubblico.

Alle accuse Magni ha sempre risposto: “Hanno equivocato fra clero e potere temporale, io ho avuto sempre un ottimo rapporto con i preti”.

Ora grazie all'adattamento teatrale di Antonello Avallone, "In nome del Papa Re" dal palcoscenico rende di nuovo omaggio a Roma, alla romanità e a colui che alcuni “scettici” hanno definito “il nipotino di Gioacchino Belli”, ma che sarebbe più giusto chiamare “il Belli di oggi”.
La storia che va in scena è quella già nota. Una contessa, madre segreta di un rivoluzionario accusato con due amici,,Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, di aver compiuto un attentato in una caserma di zuavi, si rivolge a un giudice della Sacra Consulta, Monsignor Colombo da Priverno perché la aiuti.

Per vincere la resistenza del Monsignore gli confessa che lui è il padre dell'arrestato, nato da una fugace relazione nel 1849. Riuscirà a liberarlo, ma non riuscirà ad intervenire a favore degli altri due arrestati che verranno condannati a morte dal tribunale ecclesiastico, nonostante l'arringa di Monsignor Colombo. Quella di Monti e Tognetti fu l'ultima condanna a morte decretata dall'autorità papale, il 22 ottobre 1867

Teatro dell’Angelo Via Simone de Saint Bon n. 19 tel. 06/37513571- 06/37514258
In Nome del Papa Re, con Nanni Candelari, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Corrado Ruffini, Patrizia Ciabatta, Daniela Bianchi, Simone Sgambato, Aliosha Massine, Fabrizio Maggi, Aldo De Martino

Fino al 21 febbraio, dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30.

lunedì 18 gennaio 2010

Tommy, al Piccolo Teatro Campo d’Arte


Al Piccolo Teatro Campo d’Arte dal 20 al 31 gennaio va in scena "Tommy" di Giuseppe Manfridi.

Quello che porta in scena il regista Andrea Bellocchio è "un viaggio attraverso i ricordi di Tommy, della sua infanzia e della sua adolescenza; ci svelerà le parti più belle e più difficili, più allegre e più tristi della sua storia. L’esperienza reale si unirà con quella dell’Essere, che lo accompagnerà nei luoghi più profondi e onirici di sè stesso.
Un’analisi tra i sogni di una persona e i suoi bisogni essenziali negati.
Un viaggio che spoglierà la sua anima davanti alla sua vita, dove Tommy sceglierà se restare in quel:” buio, in quel nulla dentro, che preferisce a tutto”, o uscirne per trovare un'altra via di salvezza.."

Ecco come il protagonista Giuseppe Russo, racconta il suo Tommy e la sua avventura con questo spettacolo: “Ho deciso di mettere in scena “Tommy” perché ho sentito la necessità di sfidarmi! Di reagire contro le difficoltà della crisi che ci paralizza, giocando la carta dell’autoproduzione. Il monologo, è una straordinaria occasione, sia a livello interpretativo sia umano. Ne puoi venir schiacciato, o esaltato e accresciuto a dismisura. Sono solo in scena, questo si, ma è come se in realtà non lo fossi: ho accanto a me un abile regista, Andrea Bellocchio, la stima di Giuseppe Manfridi e il supporto e del suo straordinario testo. Con il loro aiuto mi accingo a sondare la solitudine del piccolo Tommy, che solo, invece, lo è per davvero; e a cercare di riscattarne la vita in un ultima labile occasione di libertà che la sorte gli ha dato. Credo in me e in questa piccola grande operazione, che porta dentro di se i semi della follia infantile e della puntata azzardata al tavolo verde, perché poi, in fin dei conti, di questo si tratta:di una scommessa”.

Lo spettacolo è in scena dal mercoledì al sabato alle ore 21,00 e la domenica alle ore 18,00.
Prezzo del biglietto: 10+2euro di tessera - ridotti 8+2 euro di tessera

Piccolo Teatro Campo d’Arte (Presso "Campo dei fiori")
Via dei Cappellari 93 – Roma
Info e prenotazioni per il pubblico. : 06 6874579 - 333 4119069 - 347 2926032

sabato 16 gennaio 2010

Il Tempo delle Susine Verdi, al Parioli

Dal 19 al 24 gennaio il teatro Parioli ospita Paolo Hendel che porta in scena un nuovo monologo dal titolo "Il Tempo delle Susine Verdi".

Filo conduttore di questo spettacolo è il tema dell’amore: ricordi di scuola, suggestioni, favole rivisitate, versi immortali, battute da osteria, invenzioni surreali e bizzarre storie di quotidiana umanità. Da Platone a Neruda passando per Amedeo Minghi.

Dell’attualità politica si occupa Carcarlo Pravettoni, l’industriale cinico e baro, il noto personaggio televisivo di Mai dire Gol che bene sa interpretare l’arroganza e l’ignoranza dei nostri tempi. Recentemente nominato dal governo consulente speciale agli Affari Sporchi, Pravettoni si presenta come candidato sindaco in tutte le città italiane con le sue soluzioni estreme per risolvere i problemi del momento.

A fare da contrappunto, le musiche dal vivo eseguite dall’autore Ranieri Sessa alla chitarra.

venerdì 15 gennaio 2010

Avatar

Con un mese di ritardo rispetto al resto del mondo, nelle sale cinematografiche italiane è arrivato il film più atteso di questa stagione: Avatar, ideato, diretto e prodotto da James Cameron.

Un fantasy di fantascienza con un pizzico di Rambo e un tocco di Pochaontas. Questo secondo me il giudizio sintetico di Avatar, un film che riesce a coinvolgere lo spettatore fin dalle prime scene, mantenendo alta l'attenzione fino ai titoli di coda, nonostante una durata di ben 162 minuti. Il film è ambientato sulla luna Pandora, nell'anno nel 2154. Pandora è molto simile alla Terra, anche se per gli umani l'aria non è respirabile. Pandora è abitato dai Na'Vi, umanoidi alti tre metri dalla pelle blu striata e il suo territorio è ricco di foreste pluviali con alberi altissimo. La vera ricchezza di Pandora è nascosta nel suo sottosuolo con giacimenti di Unobtainium, un minerale molto prezioso.

L'Avatar è un essere sviluppato geneticamente grazie al DNA di un terrestre e di un Na'Vi. Per di un'interfaccia mentale un individuo è in grado di controllare il suo avatar come se fosse il proprio corpo. Per questa missione su Pandora arriva anche un giovane marines su sedia a rotella, finito in quest'avventura in seguito alla morte del suo fratello gemello, del quale si trova a prendere il posto senza un'adeguata preparazione. Forse è proprio questa "sana incoscienza" che lo porta ad interagire con i Na'Vi come nessuno aveva mai fatto prima, al punto di sentirsi parte del loro popolo.

Avatar Ma non è la storia a rendere unico questo film, quanto la tecnologia che sta dietro alla sua realizzazione

Per Steven Spielgberg, uno che se ne intende, Avatar è il miglior film di fantascienza che abbia visto dai tempi dai tempi di Guerre Stellari. “Posso dire che Avatar è un capolavoro. Tecnico, visivo, emotivo. Durante la proiezione - ha detto ancora Spielberg - non riuscivo a credere ai miei occhi". Ma Spielberg va oltre, per lui "sarà la spinta decisiva che porterà i cinema a convertirsi al digitale e al 3D. Con questo film Cameron ha alzato il livello del genere fantascienza, per stile, tecnica, poetica, portando il confine molto molto in alto. Oggi chiunque vorrà in futuro fare un film di fantascienza dovrà confrontarsi con lui e con il suo film".

Al di là della storia narrata dal film, ricco di elementi pacificisti ed ecologisti, la novità di Avatar è proprio nella tecnica di realizzazione che ha fuso la tecnologia 3D con con la compuer grafica fino a realizzare quello che fino ad ora non si era mai realizzato. Visto il risultato bisogna ringraziare Cameron per aver lasciato il copione nel cassetto per 12 anni, pronto ad essere tirato fuori al momento giusto per sfruttare la migliore tecnologia 3D, con il risulatato di offrire allo spettatore la sensazione di essere dentro il film. Ovviamente un film di questo tipo va assolutamente visto in 3D. Per una visione del tutto unica e straordinaria, è stata realizzata anche una versione IMAX 3D che promette di fare "l'esperienza cinematografica più coinvolgente al mondo".


Una curiosità. Avatar è il terzo film con questo titolo. Il primo è un film drammatico italiano del 1915, firmato dal regista Carmine Gallone. Nel 2004 è Jian Hong Kuo a dare questo titolo al suo film di fantascienza.Nel 2009, non serve dirlo, arriva l'Avatar di Cameron che ora è pronto a battere tutti i record d'incassi della storia del cinema. Insomma Cameron si appresta a battere se stesso, il film campione d'incassi infatti è Titanic.

martedì 12 gennaio 2010

Teo Teocoli al Sistina


Arriva al “Teatro Sistina” di Roma, da mercoledi 13 a domenica 24 gennaio, il nuovo show di Teo Teocoli, “La Compagnia dei Giovani”, un “one man show” basato - come sempre - sull’arte dell'improvvisazione, di cui Teo è maestro ed artefice, giocata sull'ironia inconfondibile, per un teatro che diverte e sorprende.

Solo sulla ribalta, con i suoi monologhi, con le sue “maschere storiche”, a Roma Teo sarà, di sera in sera, "spalleggiato" da Mario Lavezzi, amico fin dai tempi dell’adolescenza, cantautore e produttore tra i più conosciuti (che ha il compito di “aprire” gli spettacoli proponendo alcune delle sue canzoni).

Gli show di Teocoli sono un "viaggio" nel cabaret di qualità, in quello degli anni d'oro del "Derby" (storico locale milanese della comicità italiana, di cui Teo è stato una delle figure più note, ed oggi è direttore artistico dell'originale "Progetto Derby", sempre a Milano, che sta rinvigorendo i "fasti" degli anni '70 ed '80) ma è anche un richiamo costante per il pubblico alla "memoria collettiva" (di un'Italia che è stata) attraverso i suoi racconti esilaranti, interrotti continuamente dalle risate del pubblico sugli aneddoti più divertenti della vita dell'artista milanese.

Un Teo “unico ed irripetibile”, nel suo 5° “one man show” in 6 anni consecutivi in teatro (tra gli altri, il “Sono tornato normale show”, nel 2003, debuttò a Roma con un mese di repliche “sold out” proprio al “Sistina”): ogni volta, da nord a sud, ogni sera, è un misurarsi con la sua arte, con la sua capacità di fare dei suoi monologhi un momento di grande comicità, di uscire ed entrare nei tanti personaggi che ha reso famosi (dal surreale “Felice Caccamo” fino al “Presidente Moratti”, il suo più recente "cavallo di battaglia"!).

"Lo zoo di vetro" al Piccolo Teatro Campo d’Arte



Illusione, realtà, ricordo, amore, sono questi gli elementi de "Lo zoo di vetro" di Tennessee Williams, che va in scena dal 13 al 17 gennaio al Piccolo Teatro Campo d’Arte, via del Cappellari 93, per la regia Viviana di Bert, Andrea Baglio, Lina Felice, Brunilde Maffucci, Piero Sarpa.


Il ricordo si propone come protagonista nel delicato mondo dei Wingfield, una famiglia di Saint Louis, composta da Amanda, la madre, e i suoi figli, Tom e Laura. Il padre è andato via abbandonandoli. Ogni personaggio ha assorbito questa assenza e ne porta un tratto.


Amanda, divenuta mostruosamente possessiva, si ritrova sola con due figli difficili da gestire: Tom, poeta impiegato in un magazzino, torna a casa dopo anni di vagabondaggi, insofferente alle prediche ossessive della madre vorrebbe fuggire da questa situazione, ma si sente imprigionato tra un profondo desiderio di libertà e l'amore per la sorella Laura resa claudicante da una malattia che ne caratterizza anche l'animo fragile. Una ragazza chiusa nel suo mondo immaginario fatto di animaletti di cristallo, lo zoo di vetro. Quando alla fine Jim, un amico del fratello, di cui Laura era innamorata fin dal liceo, viene a far visita alla famiglia, lei tenta di vincere con ogni forza la sua ritrosìa, si appoggerà a questo bel giovane, al sogno di diventarne la fidanzata e lo zoo di vetro crollerà.


Dentro gabbie simboliche si esprimono liberamente le fantasie, i sogni, le vite di due donne: madre e figlia che non riescono a realizzare nella realtà il loro ideale d’amore. E poi Jim, simbolo dell’elemento sempre atteso che si manifesterà come l’illusione più grande. Tutta la vita ad aspettare qualche cosa che non c’è; come l’immedesimazione davanti alla proiezione di un film, come i riflessi di un pezzo di vetro. Ed infine Tom, il figlio, che crede di poter conquistare la propria libertà, il suo diritto alla vita ma, nonostante le sue fughe, porterà al suo interno per sempre il ricordo dei riflessi di un pezzo di vetro, e nient’altro.

lunedì 11 gennaio 2010

Asso di Monnezza, al Teatro dell’Orologio


Arriva a Roma il nuovo spettacolo di Ulderico Pesce Asso di Monnezza dalla tematica esplosiva dello smaltimento dei rifiuti urbani e industriali, con un'attenzione speciale alla discarica di Malagrotta.

Asso di monnezza, partendo dalla storia vera di Marietta e della sua famiglia che vive in prossimità di una discarica abusiva in Campania, si intreccia in modo indelebile alla cronaca locale e nazionale, toccando con mano i percorsi in cui l’immondizia dovrebbe venire smaltita ed i modi in cui, invece, la si camuffa da rifiuto urbano innocuo.

Ulderico è un artista determinato e ostinato che dal palcoscenico ha dato il via e combattuto battaglie sociali, e che ha fatto del teatro civile il suo credo; ci racconterà i traffici illeciti dei rifiuti che fanno arricchire pochi a discapito della salute di molti e dell’ambiente.

Ulderico Pesce, da grande affabulatore qual è, ama raccontare gli eventi che ci circondano come fossero una storia "teatrale". Dietro alle sue parole c’è una montagna di ricerche, interviste, testimonianze raccolte dai diretti interessati.

Il testo è scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura Italiana e al Rapporto Ecomafie di Legambiente.

Teatro dell’Orologio - dal 12 al 24 gennaio 2010

"Sono Tutti Luoghi Comuni"



Denny Mendez, Sandro Torella (accompagnati dalla voce di Rocco Papaleo) sono in scena al Teatro allo Scalo dal 12 al 24 gennaio 2010 con la pièce “Sono tutti luoghi comuni” scritta da Aurelio Levante. Una “commedia rosa all’italiana” sulle complicazioni del rapporto uomo–donna, liberamente ispirata al famoso film “Notting Hill” con Julia Roberts e Hugh Grant.

Romantic comedy a due personaggi, un ragazzo e una ragazza in una grande città.

La città non è Londra, ma è Roma. I luoghi comuni sono dentro i pensieri, le situazioni e circostanze che segnano ogni giorno il loro rapporto.

Lei è una donna di colore attiva, molto affascinante, socialmente vincente, ma solitaria che assume come domestico un uomo bianco. Lui è un ragazzo timido, un po’ goffo, perdente ma simpatico. Lui accetta il lavoro perché “al giorno d’oggi se non porti la camicetta scollata nessuno ti da nulla per niente..” … così iniziano a conoscersi e le grandi distanze che li separano si dissolvono come neve al sole. Ma i luoghi comuni, chiavi di semplificazione dei problemi ma che non hanno mai con sé le soluzioni, tornano con prepotenza nella loro relazione.
Nella costruzione delle scene è stato dato largo spazio all’improvvisazione su canovaccio incentrata sull’ascolto e sull’uso del corpo che lascia integra la natura poetica del testo arricchendola di una comicità più di situazione che di battuta e rende l’interpretazione più cinematografica.

Teatro Allo Scalo via dei Reti 36 – Roma
Martedì/sabato h 21 - domenica h. 18

Torna il Cinema a Ciampino




Dal 12 al 31 gennaio 2010 torna il Cinema a Ciampino, con la proiezione di 6 pellicole di prima visione presso la Sala Convegni di Via del Lavoro.

L'iniziativa, organizzata dal Comune di Ciampino, Assessorato alla Cultura, segue la sperimentazione avvenuta a Natale con la proiezione del film Christmas Carol.
"Il successo ottenuto dalle manifestazioni cinematografiche estive - afferma l'Assessore alla Cultura Mauro Testa - ci ha spinto a dare corpo a questo progetto, con la consapevolezza che l’opportunità di avere a due passi da casa le migliori programmazioni motiverà il pubblico a dare in misura sempre maggiore il proprio consenso".

Il costo del biglietto è di 5,50 euro e si acquista unicamente all'ingresso della sala.

domenica 10 gennaio 2010

Raffaele Paganini, al Teatro Italia


Dal 12 al 17 gennaio 2010 il Teatro Italia ospita Raffaele Paganini e la Compagnia di Mvula Sungani in "Ho appena 50 anni e Ballo il Sirtaki"

La storia di due grandi artisti di fama internazionale, Raffaele Paganini etoile di chiara fama e Mvula Sungani importante ed eclettico coreografo italo-africano, è stata la premessa per questa nuova creazione. Lo spettacolo è una rivisitazione degli ultimi cinque decenni, ispirati dai racconti di Raffaele Paganini e rivisti e realizzati da Mvula Sungani. Infatti questa nuova serata è fatta di grande danza, di musica, di suggestioni visive e di emozioni. La trama si snoda in cinque quadri registicamente collegati tra loro, “Mare”, “Opera”, “Sonos”, “Metropoli” e “Sirtaki”, che si susseguono componendo un unica storia, un unica vicenda. La narrazione verrà resa tridimensionale dalle suggestioni e dalle coreografie ideate da Sungani, noto artista che da sempre si è segnalato per l’innovazione e la qualità dei propri lavori, che potrà avvalersi anche in questa nuova creazione della preziosissima partecipazione di Emanuela Bianchini, prima ballerina molto nota per grazia ed eleganza e di Simona De Nittis, anche essa nota prima ballerina, che insieme ai bravi solisti della “Compagnia Mvula Sungani” accompagneranno Paganini in questo nuovo avvincente viaggio. La chiave di lettura di tutto è certamente quella proposta da Sungani, famoso per essere un artista solare e molto positivo, quindi quello che si propone è uno spettacolo che, come si può vedere dal titolo, dà un occhio al passato per proiettarsi con fiducia ed entusiasmo verso il futuro. I costumi dello spettacolo sono stati disegnati da Marco Coretti, stilista molto noto nel mondo dell'alta moda per il gusto raffinato ed elegante, e prodotti dalla Maison che porta il suo nome. Durante lo svolgimento dei quadri coreografici, si alterneranno grandi danze corali, intensi assolo e spettacolari passi a due. Le musiche utilizzate spazieranno dai grandi compositori classici quali G. Puccini e G. Verdi , alle splendide canzoni di M. Sosa, Madredeus e G. Estefan, alle composizioni originali di M. Palmas e D. Pistoni per finire con il pirotecnico Sirtaki. Luci e proiezioni all'avanguardia arricchiscono “Ho appena 50 anni”, uno spettacolo nato per regalare al pubblico grande danza e grandi emozioni.

Sul palco Prime Ballerine: Emanuela Bianchini, Simona De Nittis. Solisti: Ilaria Palmieri, Ivana Cibin, Alessia Giustolisi, Ilaria Nigri, Ilaria Ostili, Vito Cassano,Salvatore Addis, Enrico Paglialunga. Regia e Coreografie Mvula A. Sungani Costumi Marco Coretti Musiche Autori Vari Scene e Multimedia M.M. Production

TEATRO ITALIA via Bari,18 Roma

sabato 9 gennaio 2010

"Erba cattiva...non muore mai"


Al Teatro Vittoria di Roma, dal 12 al 31 gennaio va in scena "Erba cattiva...non muore mai" interpretato da Enzo Gragnaniello, Luigi Di Fiore, scritto e diretto da Bruno Colella.
"Erba cattiva...non muore mai" racconta la storia di un famoso musicista interpretato da Gragnaniello e di un attore-regista, Luigi Di Fiore, a cui viene affidato il compito di realizzare uno spettacolo teatrale sulla città di Napoli.

I due si ritrovano a scrivere, parlare, confrontarsi, a raccontare ognuno i propri ricordi sulla città partenopea, della vita tra le sue strade, i suoi vicoli, delle sue contraddizioni e difficoltà che diventano specchio della vita in generale.


E un viaggio attraverso la città partenopea, i suoi vicoli, le sue strade, le sue difficoltà e le sue contraddizioni. “Erba cattiva…non muore mai” parla attraverso la musica, i ricordi e la vita vissuta del suo interprete principale, Enzo Gragnaniello, uno dei più importanti autori ed interpreti della canzone napoletane, che interpreta le sue canzoni più belle e famose e le immagini che scorrono proiettate sulle tre pareti del palcoscenico.

mercoledì 6 gennaio 2010

Io, loro e Lara


Nella calza della Befana arriva il nuovo film di diretto e interpretato da Carlo Verdone.
Una commedia che l'attore regista ha voluto dedicato al papà Mario, morto durante le riprese del film.

In questo film Verdone torna a indossare i panni di un sacerdote, ma questa volta lo fa mettendo da parte i preti esilaranti interpetati fino ad ora, ma porta sullo schermo Padre Carlo Mascolo, un prete missionario in piena crisi spirituale. Un personaggio serio, ma pur sempre al centro di una commedia.

Padre Carlo, dopo aver trascorso diversi anni in Africa, rientra a Roma dove lo attendono una serie di situazioni sconcertanti: l’anziano padre, interpretato da Sergio Fiorentini, ha sposato la badante moldava, scatenando lo scontento dei figli. La sorella, che ha il volto di Anna Bonaiuto, è stata appena lasciata dal marito ed è andata fuori di testa, mentre il fratello, interpetato da Marco Giallini, è un operatore di borsa cocainomane.

Una famiglia che ha troppi problemi per prestare attenzione a Don Carlo. Nella storia entra improvvisamente anche Lara, interpretata da Laura Chiatti, personaggio enigmatico e sorprendente che porta scompiglio nella vita dei tre fratelli.

Una commedia piacevole e divertente, nella quale troviamo anche una splendida Angela Finocchiaro nei panni di una psicologa.



martedì 5 gennaio 2010

E' morto Giancarlo Nanni


Dopo una lunga malattia, si è spento questa mattina a Roma il regista teatrale Giancarlo Nanni.
Aveva 68 anni ed era stato il insieme alla sua compagna, l'attrice Manuela Kusterma, il fondatore del teatro “il Vascello”. E sarà propio il suo teatro che domani ospiterà la camera ardente.

I funerali avranno luogo giovedi 7 gennaio alle ore 14.30 in piazza del Popolo a Roma nella Chiesa degli Artisti.
Visto il grave lutto che ha colpito il teatro, il debutto dello spettacolo "Bella e la Bestia" è stato rinviato al 9 gennaio.

domenica 3 gennaio 2010

Bella e la Bestia

Cast Al Teatro Vascello, a partire dal 9 gennaio va in scena per due mesi "Bella e La Bestia" Traduzione, adattamento e regia Maurizio Lombardi, con i giovani attori della compagnia TSI La Fabbrica dell’Attore.
La storia che va in scena è quella ispirata alla fiaba originale del 1743 di Marie Leprince Beaumont, che racconta l'amore per una bellissima ragazza da parte di una creatura, trasformata da un potente incantesimo in un essere metà uomo e metà bestia.
Bella entrerà nel castello mettendo la sua vita in pericolo per salvare quella di suo padre, ma proprio quando penserà di aver perduto ogni speranza di salvezza incontrerà una creatura tanto brutta quanto meravigliosa, che le farà scoprire un mondo magico pieno di emozioni. Da qui avrà inizio una storia d'amore che va oltre l'aspetto esteriore, portando con sé una forza misteriosa i grado di cambiare le sorti della storia. La loro unione sarà talmente forte da valicare qualsiasi incantesimo e scaturirà in un amore unico.
Il testo originale di Beaumont è stato reinterpretato non solo per agevolare la trasposizione scenica, ma anche perché la fiaba è stata tramandata oralmente per secoli e tutti coloro che si sono avvicinati a questa favola hanno potuto raccontarla dandole un’impronta personale.
Per questa versione sono stati introdotti diversi nuovi personaggi che coloreranno con tinte gioiose e divertenti il fantastico mondo intorno alla Bella e la Bestia.
Lo spettacolo andrà in scena il sabato alle ore 17 e la domenica alle 16. Su richiesta verranno programmate anche matinée scolastiche alle ore 10,30.
La prima, programmata per il 6 gennaio, è stata rinviata al 9 gennaio a causa della morte di Giancarlo Nanni, direttore artistico del Teatro Il Vascello..